Cronaca

Vicenza, bonus edilizi fantasma e gioco online: maxi sequestro da 1,5 milioni

martedì 3 febbraio 2026 Martino Montagna

Prosegue senza sosta l’azione della Guardia di Finanza contro le frodi legate ai bonus edilizi. A Vicenza è stato eseguito un sequestro preventivo su crediti d’imposta, beni e denaro per un valore complessivo di 1,5 milioni di euro. Il provvedimento, disposto dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale berico, riguarda due persone indagate per indebita percezione di erogazioni pubbliche, truffa, truffa aggravata per fondi pubblici e autoriciclaggio.

Al centro dell’inchiesta un sistema fraudolento attuato tra il 2021 e il 2022 da un imprenditore vicentino. Tramite il meccanismo dello “sconto in fattura”, l’uomo avrebbe generato e ceduto crediti d’imposta falsi per oltre 900 mila euro, coinvolgendo inconsapevolmente 21 clienti. I lavori dichiarati, su immobili tra Vicenza, Mantova e Verona, erano in realtà mai avviati o solo parzialmente realizzati, e asseverati da un professionista abilitato ora anch’egli indagato.

L’indagine rientra in un più ampio controllo della Guardia di Finanza sulla corretta fruizione delle agevolazioni previste dal Decreto Rilancio, che consentono sconti diretti in fattura o crediti d’imposta cedibili a terzi pari al 60-90% delle spese sostenute. Nonostante i lavori incompleti, l’imprenditore trasferiva i crediti nel proprio cassetto fiscale senza informare i clienti, molti dei quali avevano comunque versato la quota a loro carico, senza ottenere alcun beneficio.

In un episodio aggiuntivo, l’imprenditore, con un terzo indagato, avrebbe ottenuto indebitamente altri crediti per circa 18 mila euro, simulando lavori su un immobile senza autorizzazione dei legittimi proprietari. Parte dei fondi derivanti dai crediti falsi, circa 500 mila euro, sarebbe stata poi spesa su conti di gioco online, lontano dalle attività imprenditoriali.

Le verifiche fiscali hanno inoltre rilevato ricavi non dichiarati per oltre 1,6 milioni di euro, con denuncia per omessa dichiarazione per il solo anno 2021. L’operazione conferma l’attenzione della Guardia di Finanza nel contrasto alle frodi sui bonus, a tutela delle risorse pubbliche, delle famiglie e delle imprese, e per garantire la concorrenza leale.

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