Vent’anni di sorrisi, cura e umanità: il viaggio dei Dottor Clown diventa una mostra fotografica

sabato 26 settembre 2026 Valentina Ruzza

Ecco l'articolo formattato con tutti gli spazi corretti e suddiviso in paragrafi per renderlo fluido e pronto per la lettura:

Vent’anni possono essere raccontati in molti modi. Attraverso numeri, date, traguardi. Oppure attraverso gli sguardi.

È questa la strada scelta dalla mostra fotografica “Vent’anni di sorrisi: Il Viaggio dei Dottor Clown”, un percorso per immagini che ripercorre i primi vent’anni di attività dei Dottor Clown e restituisce il senso più autentico di un’esperienza costruita nel tempo tra volontariato, formazione, ospedali, case di riposo, missioni all’estero e migliaia di incontri.

Le fotografie diventano così frammenti di una storia collettiva: raccontano emozioni, relazioni, momenti di leggerezza e quella particolare forma di presenza che, soprattutto nei contesti di fragilità, può assumere un valore profondo.

Dietro il naso rosso, infatti, non c’è soltanto la capacità di strappare una risata. C’è un percorso di preparazione serio, fatto di ascolto, empatia, competenze relazionali e lavoro di squadra. Essere clown di corsia significa imparare a entrare in punta di piedi nella quotidianità dell’altro, comprenderne i tempi, rispettarne le emozioni e mettere in gioco la propria sensibilità con responsabilità. È da qui che parte simbolicamente anche il viaggio della mostra: dalla formazione, dal lavoro spesso invisibile che precede ogni incontro e dalla consapevolezza che l’autenticità rappresenta uno degli strumenti più importanti nella relazione con chi attraversa un momento di difficoltà.

Il cuore del racconto fotografico è inevitabilmente quello dei servizi svolti negli ospedali e nelle case di riposo. Qui il clown smette di essere soltanto una figura legata al gioco e diventa presenza: discreta, accogliente, capace di adattarsi alle situazioni e alle persone. Può bastare una musica, una battuta, uno sguardo, un piccolo gesto o qualche minuto di gioco per modificare il ritmo di una giornata. Non per cancellare la sofferenza, ma per creare uno spazio diverso dentro di essa, offrendo a pazienti, familiari e operatori un momento di respiro, relazione e normalità.

Il percorso prosegue poi oltre i confini italiani, attraverso le immagini delle missioni all’estero. Esperienze nelle quali il sorriso si trasforma in un linguaggio capace di attraversare culture e differenze, facendo emergere ciò che accomuna le persone prima ancora di ciò che le divide. Sono fotografie che parlano di solidarietà, incontro e vicinanza, ma soprattutto della capacità di creare relazioni anche quando le parole non bastano.

A chiudere idealmente il racconto sono le immagini dello spettacolo commemorativo organizzato per il ventesimo anniversario: un momento di festa e condivisione che celebra il cammino compiuto e, insieme, rende omaggio ai volontari, ai sostenitori, alle istituzioni e alle migliaia di persone incontrate lungo questi vent’anni.

La mostra, però, non vuole essere soltanto un archivio della memoria. È anche un invito a guardare oltre l’immagine, a soffermarsi sulle storie che ogni fotografia custodisce e sul significato di una scelta volontaria che continua nel tempo. Perché dietro ogni sorriso raccontato da questi scatti ci sono ore di formazione, disponibilità, responsabilità, relazioni e una precisa idea di cura che passa anche attraverso l’umanità.

“Vent’anni di sorrisi” restituisce così il valore di un percorso che ha fatto della presenza il proprio linguaggio e della relazione il proprio centro. Un anniversario importante, ma soprattutto un nuovo punto di partenza, con un messaggio che attraversa l’intera esposizione: essere autentici, essere umani, esserci.

La mostra sarà visitabile per tutta la durata della manifestazione, con ingresso libero. L’inaugurazione è in programma sabato 26 settembre alle ore 11. Gli orari di apertura sono dal lunedì al giovedì dalle 16 alle 19, mentre sabato e domenica dalle 9 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 19.

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