Cronaca

Trappola online e ricatto sul SUV: finta storia d'amore ma vera estorsione

mercoledì 10 giugno 2026 Martino Montagna

Una conoscenza nata su internet si è trasformata in un presunto schema di ricatto e minacce, con al centro un SUV e una richiesta di denaro per la sua restituzione. La vicenda, che ha portato a un intervento dei Carabinieri in un parcheggio di Bassano del Grappa, si è conclusa con il fermo di due persone sospettate di estorsione e minaccia.

Tutto avrebbe avuto inizio con un contatto su un sito di incontri online. Un uomo di 72 anni, residente a Bronzolo, avrebbe concesso temporaneamente il proprio SUV a una donna di 33 anni, domiciliata nel Trevigiano. Quella che sembrava una relazione o comunque una forma di fiducia nata sul web si sarebbe però rapidamente trasformata in una richiesta economica: 4.500 euro in cambio della restituzione del veicolo, accompagnata da presunte minacce di danneggiamento o incendio dell’auto.

Di fronte alla denuncia presentata dalla vittima, i Carabinieri hanno avviato un’indagine coordinata e articolata, coinvolgendo più reparti operativi tra cui le stazioni di Bronzolo e i nuclei radiomobili di Egna e Bassano del Grappa. L’obiettivo era verificare la fondatezza delle accuse e soprattutto impedire che il presunto scambio estorsivo potesse andare a buon fine.

Gli investigatori hanno quindi organizzato un incontro controllato nel parcheggio di un centro commerciale di Bassano del Grappa, stabilito come luogo per la consegna del denaro. L’area è stata sorvegliata discretamente dai militari, appostati per monitorare ogni fase della trattativa.

Nel momento in cui la somma richiesta sarebbe stata consegnata, i Carabinieri sono intervenuti bloccando la donna e un uomo di 35 anni ritenuto suo complice, entrambi residenti nella provincia di Treviso. L’operazione ha permesso anche il recupero del SUV, successivamente restituito al legittimo proprietario.

I due indagati sono stati denunciati in stato di libertà alla Procura di Vicenza. Restano ora al vaglio dell’autorità giudiziaria le loro responsabilità, mentre l’episodio riaccende l’attenzione sui rischi legati ai rapporti nati online e sulla facilità con cui la fiducia digitale può trasformarsi in terreno di opportunismo e presunti abusi.

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