venerdì 12 giugno 2026 Martino Montagna
È stata ritrovata senza vita l’escursionista neozelandese di 68 anni scomparsa nei giorni scorsi nella zona della Valle di Seren, nel bellunese, dopo un’intensa operazione di ricerca che ha coinvolto soccorritori provenienti da più province. La donna non si era presentata alla struttura ricettiva prenotata per la sera di martedì ad Alano di Piave, dove avrebbe dovuto concludere una tappa del Cammino retico, facendo così scattare l’allarme.
Le ricerche si sono concentrate per giorni nell’area della Val di Seren e della Val dell’Avien. Già dalle prime ore del mattino di ieri, circa sessanta operatori si sono riuniti al campo base di Rasai per organizzare le squadre e seguire le indicazioni tecniche fornite anche attraverso sistemi di localizzazione avanzata utilizzati dall’elicottero della Guardia di Finanza. Le squadre si sono distribuite in più punti del territorio, mentre i sorvoli aerei hanno contribuito a restringere progressivamente l’area di ricerca.
Un ruolo decisivo è stato svolto anche dai droni dei Vigili del Fuoco, dotati di sistemi di tracciamento che hanno permesso di individuare un’area particolarmente circoscritta, distante circa 150 metri dall’ultimo segnale del telefono della donna. Poco dopo, le squadre a terra hanno rinvenuto alcuni effetti personali, tra cui una giacca e un berretto, e successivamente, più a valle su un ripido versante boschivo, è stato trovato il corpo senza vita dell’escursionista, insieme al cellulare.
Il recupero della salma è stato complesso: dopo il nulla osta della magistratura, i soccorritori hanno dovuto utilizzare manovre su corda per risalire il pendio e trasportare il corpo fino al punto accessibile ai mezzi. L’intervento dell’elicottero non è stato possibile a causa della presenza di cavi di teleferiche ad alta quota, che hanno reso rischioso il recupero aereo.
All’operazione hanno partecipato numerosi enti e squadre specializzate, tra cui il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS), il Soccorso alpino della Guardia di Finanza e diverse unità cinofile della Polizia e dei Vigili del Fuoco, impegnate in un’azione coordinata e prolungata.
Secondo una prima ipotesi, la donna potrebbe aver deviato dal percorso principale del Cammino retico, imboccando un sentiero errato e finendo su un tratto impervio dove sarebbe poi scivolata per diverse decine di metri, senza possibilità di salvarsi. Le indagini e gli accertamenti della magistratura dovranno ora chiarire con precisione la dinamica dell’incidente.