venerdì 9 ottobre 2026 Martino Montagna
Nuovo allarme anche nel Vicentino per la cosiddetta truffa della ballerina, il raggiro informatico che sfrutta WhatsApp per sottrarre agli utenti il controllo del proprio profilo e utilizzarlo per successive richieste di denaro. La Polizia Postale segnala una nuova ondata di messaggi fraudolenti in Veneto, invitando i cittadini a prestare la massima attenzione anche quando il messaggio sembra arrivare da una persona conosciuta.
Il meccanismo è semplice, ma proprio per questo particolarmente insidioso. La vittima riceve un messaggio che invita a votare una giovane ballerina impegnata in un presunto concorso di danza. Spesso viene spiegato che, grazie ai voti ricevuti, la ragazza potrebbe vincere una borsa di studio o un anno di corsi gratuiti. Il testo è accompagnato da una fotografia e da un link che rimanda a una pagina apparentemente affidabile.
Il messaggio, inoltre, non proviene necessariamente da un numero sconosciuto: può arrivare da un amico, un familiare o un conoscente il cui account è già stato compromesso. È proprio questo elemento a rendere il raggiro credibile e ad abbassare le difese di chi lo riceve.
Come funziona il raggiro
Cliccando sul collegamento, l'utente viene indirizzato a un sito che riproduce l'aspetto di una piattaforma per le votazioni online. Per esprimere la propria preferenza può essere richiesto di inserire il numero di telefono e, successivamente, un codice di verifica ricevuto tramite SMS. In realtà, non si sta partecipando ad alcun concorso: il codice può consentire ai truffatori di registrare l'account WhatsApp della vittima su un altro dispositivo.
Una volta ottenuto l'accesso, i criminali possono prendere il controllo del profilo, impedire al legittimo proprietario di utilizzarlo e inviare lo stesso messaggio fraudolento a numerosi contatti. In questo modo il raggiro si diffonde rapidamente, passando da una rubrica all'altra.
Il rischio non si limita quindi alla perdita dell'account. I truffatori possono sfruttare l'identità digitale della persona colpita per contattare amici e parenti e chiedere denaro, facendo leva sulla fiducia reciproca o inventando situazioni urgenti, come difficoltà economiche improvvise o la necessità di un aiuto immediato. Chi riceve la richiesta potrebbe essere indotto a effettuare un pagamento proprio perché crede di parlare direttamente con una persona fidata.
La truffa della ballerina, già segnalata in diverse occasioni nel corso del 2026, è tornata a circolare con nuovi messaggi e falsi siti di votazione. Il 6 ottobre 2026 anche il CERT-AGID, il gruppo nazionale che si occupa di prevenzione e gestione degli incidenti informatici, ha pubblicato un nuovo avviso sulla ripresa della campagna fraudolenta. Un segnale che conferma come sia importante mantenere alta l'attenzione anche nel territorio vicentino.
I consigli per difendersi
Per evitare di cadere nella trappola, la prima regola è non cliccare automaticamente sui link ricevuti tramite WhatsApp, neppure quando provengono da numeri presenti nella propria rubrica. In caso di dubbio, è preferibile contattare direttamente il mittente con una telefonata e chiedere conferma della richiesta.
È fondamentale, inoltre, non comunicare mai a terzi i codici di verifica ricevuti via SMS e non inserirli su siti raggiunti attraverso collegamenti sospetti. Un codice di accesso non serve a confermare un voto: può invece permettere a qualcun altro di impossessarsi del profilo.
Un'ulteriore protezione consiste nell'attivare la verifica in due passaggi nelle impostazioni di WhatsApp, scegliendo un PIN personale. Se ci si accorge di aver perso improvvisamente l'accesso all'account, è importante avvisare subito amici e familiari attraverso altri canali, così da impedire che cadano a loro volta nella frode.
Chi sospetta di essere stato vittima del raggiro può seguire la procedura ufficiale per recuperare il proprio account e rivolgersi alla Polizia Postale per la segnalazione. La prudenza resta l'arma più efficace: dietro un invito apparentemente innocuo a sostenere una giovane ballerina può nascondersi un tentativo di furto dell'identità digitale, con conseguenze economiche per la vittima e per le persone che fanno parte della sua rete di contatti.