mercoledì 28 ottobre 2026 Martino Montagna
Vicenza fa fronte comune contro il quadruplicamento ferroviario in superficie, le barriere antirumore e il salto del montone a Setteca’. Il sindaco Giacomo Possamai chiede la sospensione della progettazione e nuovi approfondimenti sulle alternative, con il possibile ricorso all’interramento.
La città di Vicenza alza la voce sul futuro dell’uscita a est della Tav. Comune e comitati cittadini si schierano compatti contro la soluzione prospettata dai tecnici di Rfi e dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, che prevede il quadruplicamento dei binari in superficie e la realizzazione del cosiddetto salto del montone a Setteca’.
La posizione è stata formalizzata in una lettera indirizzata a Rfi e al ministro, presentata dal sindaco Giacomo Possamai insieme al consigliere comunale delegato all’alta velocità Angelo Tonello, al rappresentante della Cabina di regia Tav Lucio Zoppello e ai referenti dei comitati RispettiAmo Vicenza, Tav Setteca’ e Tav Stanga.
«La città non è disponibile ad accettare il quadruplicamento ferroviario in superficie né la realizzazione del cosiddetto salto del montone a Setteca’», è la posizione ribadita dall’amministrazione e dai rappresentanti dei cittadini.
Possamai ha contestato sia la soluzione prospettata sia le modalità con cui è stata comunicata da Rfi, lamentando l’assenza di un confronto preventivo con il territorio. Il sindaco ha definito un affronto nei confronti della città l’ipotesi di procedere senza un dialogo con l’amministrazione e con i comitati che da anni seguono la questione.
Tre le richieste messe nero su bianco.
La prima è lo stop alla progettazione della cosiddetta soluzione uno, che prevede il quadruplicamento in superficie e il salto del montone. Secondo il Comune, il territorio esprimerebbe parere contrario. Per questo l’amministrazione intende coinvolgere anche la Regione Veneto, il cui eventuale veto, ha sottolineato Possamai, sarebbe vincolante.
La seconda richiesta riguarda uno studio scientifico approfondito e adeguatamente motivato sulle alternative dell’opzione zero e dell’ambito di stazione. L’obiettivo è verificare la fattibilità delle diverse ipotesi e, in particolare, la possibilità di evitare la costruzione delle barriere antirumore in aree caratterizzate in larga parte da abitazioni unifamiliari.
Infine, se queste alternative dovessero risultare impraticabili, Comune e comitati chiedono di approfondire la possibilità dell’interramento della linea. Resta inoltre netta la contrarietà alla realizzazione del salto del montone a Setteca’.
La mobilitazione segna l’avvio di un percorso condiviso tra amministrazione comunale e comitati, con l’intento di rafforzare il peso delle richieste del territorio nel confronto con i soggetti istituzionali coinvolti nell’opera.
«L’obiettivo è che non accada a est quanto avvenuto a ovest», ha dichiarato Possamai, facendo riferimento al timore che la città si trovi nuovamente davanti a un progetto definitivo senza aver avuto la possibilità di discuterne adeguatamente le scelte.
Il sindaco ha concluso richiamando la necessità di un confronto rispettoso delle esigenze locali: «Chiedo prima di tutto rispetto per la città che rappresento».
La partita sull’uscita a est della Tav resta dunque aperta, con Comune e comitati determinati a chiedere una revisione delle soluzioni prospettate e un esame concreto delle alternative prima di procedere con la progettazione.