mercoledì 28 ottobre 2026 Martino Montagna
Un’operazione delicata, un’abitazione isolata e il sospetto di un arsenale nascosto tra le colline del Vicentino. È il quadro che emerge dagli accertamenti dei Carabinieri a Montecchio Maggiore, dove è in corso un’attività di polizia giudiziaria finalizzata alla ricerca di armi ed esplosivi, coordinata dalla Procura della Repubblica di Vicenza.
L’intervento delle forze dell’ordine sarebbe scattato nella mattinata di lunedì 26 ottobre, in una villa disabitata da circa due anni, situata in via Mondeo, in una zona collinare appartata. Secondo le ricostruzioni della stampa locale, la segnalazione che ha dato impulso agli accertamenti sarebbe arrivata alcune settimane prima e avrebbe indicato la possibile presenza di armi, ordigni e persino materiale radioattivo.
Nel corso delle verifiche, durate diverse ore, i militari avrebbero rinvenuto armi, munizioni ed esplosivo. A rendere la vicenda ancora più inquietante sarebbe la presenza di un bazooka, un’arma anticarro che richiede particolari cautele nella gestione e nella messa in sicurezza. La natura e le condizioni del materiale recuperato dovranno essere chiarite dagli accertamenti tecnici.
Sul posto è stato dispiegato un dispositivo articolato: oltre ai Carabinieri del Comando Provinciale di Vicenza, sono intervenuti gli artificieri antisabotaggio, le unità cinofile e gli specialisti dei Vigili del Fuoco. A supporto delle operazioni è stata predisposta anche una struttura sanitaria del Suem 118 dell’Ulss 8 Berica, per garantire assistenza in caso di necessità.
La villa risulterebbe già sottoposta a sequestro dall’inizio di ottobre. Tra gli elementi riportati dalla cronaca locale figura anche l’ipotesi che una persona, indicata come l’ex custode dell’immobile, sia stata iscritta nel registro degli indagati. Si tratta tuttavia di informazioni che richiedono conferma ufficiale e che non implicano responsabilità accertate.
Restano da chiarire soprattutto la provenienza delle armi, la natura degli esplosivi, le ragioni per cui il materiale si trovasse nella proprietà e l’eventuale coinvolgimento di altre persone. Gli investigatori mantengono il massimo riserbo, mentre gli accertamenti proseguono per ricostruire la vicenda e verificare ogni possibile pista.
Il ritrovamento, se confermato nei dettagli riportati, solleva interrogativi sulla presenza di un simile quantitativo di materiale potenzialmente pericoloso in una proprietà privata disabitata. Al momento, però, il quadro investigativo rimane aperto e saranno gli esiti delle verifiche a stabilire l’effettiva portata della scoperta.