giovedì 2 aprile 2026 Martino Montagna
A partire dal 7 aprile 2026, la Legge PMI (n. 34/2026) stabilisce che solo le imprese artigiane regolarmente iscritte all’Albo potranno utilizzare la dicitura “artigianale”. Una novità che interessa in modo particolare le aziende di Vicenza e provincia, dove il tessuto artigiano è storicamente molto presente e rappresenta un motore fondamentale dell’economia locale.
La normativa interviene su un problema annoso: fino ad oggi, molte imprese utilizzavano impropriamente il termine “artigianale” per promuovere prodotti o servizi, creando concorrenza sleale. Con le nuove regole, denominazioni aziendali, insegne, marchi e comunicazione commerciale dovranno rispettare criteri chiari, pena sanzioni fino all’1% del fatturato annuo, con un minimo di 25.000 euro per ciascuna violazione.
«Finalmente viene fatta chiarezza su un tema che penalizzava le imprese artigiane autentiche – commenta Diego Stimoli, presidente di CNA Veneto Ovest –. Il valore dell’artigianato non può essere ridotto a un’etichetta commerciale: è fatto di competenze, responsabilità, lavoro diretto e qualità reale. Questa norma restituisce dignità alle imprese vicentine che operano nel rispetto delle regole».
La legge interviene anche su settori diversi, dalla manifattura ai servizi, fino al commercio e alla somministrazione, e chiarisce alcuni vuoti normativi della disciplina precedente. Parallelamente, prevede una delega al Governo per riformare entro gennaio 2027 la legge quadro sull’artigianato del 1985, con l’obiettivo di aggiornare vincoli dimensionali ormai obsoleti, riconoscere nuovi mestieri e ridurre le frammentazioni normative tra territori.
CNA Veneto Ovest ribadisce la propria disponibilità al confronto con le istituzioni locali e nazionali per costruire una normativa moderna, capace di valorizzare il ruolo strategico dell’artigianato vicentino nel sistema economico e nella qualità dell’offerta ai cittadini.