martedì 14 luglio 2026 Martino Montagna
Finti appuntamenti sulle app di incontri trasformati in agguati: due giovani arrestati dai Carabinieri di Schio, un terzo denunciato. Le vittime, uomini tra i 40 e i 64 anni, venivano attirate in luoghi isolati, picchiate e derubate. In un caso un uomo è stato sequestrato e costretto a prelevare denaro al bancomat.
Un gruppo criminale che utilizzava le app di incontri come esca per attirare le vittime e poi aggredirle è stato smantellato dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Schio, coordinati dalla Procura della Repubblica di Vicenza.
L’indagine ha portato all’arresto di due giovani italiani residenti a Schio, un 19enne e un 21enne, raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere perché ritenuti responsabili di una serie di violente rapine. Un terzo giovane è invece indagato a piede libero per il coinvolgimento in uno degli episodi contestati.
Il gruppo avrebbe agito sempre con lo stesso metodo: attraverso una piattaforma di incontri venivano fissati appuntamenti con uomini di età compresa tra i 40 e i 64 anni. Quando le vittime arrivavano sul posto, trovavano ad attenderle più persone travisate che le aggredivano, le minacciavano e le rapinavano.
Gli episodi contestati si sono verificati a Schio nell’autunno del 2025.
Il primo caso risale alla notte tra il 16 e il 17 settembre 2025, quando un uomo di 43 anni è stato aggredito e derubato del portafoglio e del telefono cellulare. La refurtiva è stata successivamente recuperata dai militari in via Romana Rompato. La vittima, colpita durante l’aggressione, ha riportato ferite giudicate guaribili in 5 giorni di prognosi.
Un secondo episodio è avvenuto tra il 3 e il 4 novembre 2025. In questa occasione un uomo di 40 anni è stato aggredito, immobilizzato e costretto a salire sui sedili posteriori della propria automobile. Uno dei rapinatori si è messo alla guida del mezzo e ha accompagnato la vittima fino a un bancomat del centro storico di Schio, obbligandola a effettuare un prelievo di denaro.
La terza aggressione si è verificata tra il 4 e il 5 novembre 2025 ai danni di un uomo di 64 anni, residente nel Veronese. La vittima sarebbe stata minacciata di morte e picchiata violentemente fino a perdere i sensi dopo essersi rifiutata di consegnare il denaro richiesto dai rapinatori. Al termine dell’aggressione sono stati sottratti contanti, tessere bancomat e documenti personali. L’uomo ha riportato lesioni guaribili in 7 giorni.
La svolta nelle indagini è arrivata grazie all’incrocio delle immagini delle telecamere di videosorveglianza cittadine, dei sistemi di controllo degli istituti di credito e di una serie di verifiche sul territorio svolte dai Carabinieri.
Nel dicembre 2025, sulla base dei primi elementi raccolti, la Procura di Vicenza ha disposto alcune perquisizioni domiciliari. Durante le operazioni i militari di Schio hanno sequestrato telefoni cellulari e alcuni degli abiti utilizzati durante le rapine.
L’analisi tecnica dei dispositivi elettronici ha fornito ulteriori elementi a carico degli indagati: nei telefoni sarebbero state trovate chat e messaggi che documentavano la preparazione dei colpi e gli aggiornamenti in tempo reale sugli appuntamenti fissati con le vittime.
L’attività investigativa ha così permesso di ricostruire il presunto meccanismo delle aggressioni e di portare all’arresto dei due giovani ritenuti al vertice del gruppo.