giovedì 4 giugno 2026 Martino Montagna
A Valdagno cresce in modo significativo la preoccupazione per il futuro del punto nascita dell’ospedale San Lorenzo, che potrebbe rientrare tra le strutture coinvolte nel piano di riorganizzazione della rete regionale della sanità veneta. Negli ultimi giorni si sta infatti formando una mobilitazione sempre più ampia da parte di cittadini, amministratori locali e operatori sanitari, contrari all’ipotesi di chiusura del servizio.
La questione si inserisce in un contesto più ampio che riguarda l’intero sistema sanitario regionale: secondo i dati e le valutazioni riportate anche da fonti istituzionali e giornalistiche, in Veneto diversi punti nascita risultano sotto la soglia dei 500 parti annui, limite indicato a livello ministeriale come riferimento per garantire standard adeguati di sicurezza clinica per madri e neonati. Tra le strutture considerate più fragili rientrano anche ospedali del Vicentino, tra cui proprio Valdagno, oltre ad altri presidi come Asiago, Adria, Portogruaro e Castelfranco Veneto.
Il piano regionale attualmente in fase di monitoraggio prevede una valutazione fino al 31 dicembre, durante la quale saranno analizzati i requisiti organizzativi e i volumi di attività dei singoli reparti. In base all’esito, potranno essere concesse deroghe oppure avviati processi di riconversione o accorpamento dei servizi. La Regione del Veneto, attraverso il proprio sistema sanitario articolato nelle diverse Aziende ULSS, sta infatti lavorando da tempo a una revisione complessiva della rete ospedaliera per garantire maggiore efficienza e sicurezza.
Nel caso di Valdagno, il timore principale riguarda l’impatto diretto sulle famiglie del territorio: la chiusura del punto nascita comporterebbe infatti la necessità di spostarsi in altri ospedali, con possibili disagi logistici e preoccupazioni legate ai tempi di intervento in caso di emergenza. Per questo motivo si è rafforzata una forte mobilitazione locale, con richieste di mantenimento del servizio e di attenzione alle specificità territoriali delle aree montane e collinari.