lunedì 5 ottobre 2026 Martino Montagna
Una nuova tecnologia rende meno invasiva la diagnosi del reflusso gastroesofageo nei bambini all’Ospedale San Bortolo di Vicenza. La Chirurgia Pediatrica dell’ULSS 8 Berica può ora contare su una microsonda wireless, donata da ABAM ETS grazie anche al contributo del Centro di Aiuto alla Vita di Dueville, per un valore di circa 16 mila euro.
La nuova apparecchiatura consente di monitorare per 24 ore l’acidità dell’esofago senza ricorrere al tradizionale sondino nasogastrico, che nei piccoli pazienti può risultare particolarmente fastidioso. La microsonda viene posizionata nell’esofago e trasmette i dati via radio a un registratore che il bambino può portare con sé durante le normali attività quotidiane. Al termine del monitoraggio, la sonda viene rilasciata autonomamente, senza la necessità di una procedura per rimuoverla.
Il reflusso gastroesofageo è frequente soprattutto nei primi mesi di vita e nella maggior parte dei lattanti rappresenta un fenomeno fisiologico destinato a risolversi spontaneamente. In alcuni bambini e adolescenti, però, può diventare patologico e provocare dolore addominale, infiammazione dell’esofago e, nei casi più importanti, problemi alle vie respiratorie.
La nuova metodica permette ai medici di raccogliere informazioni più precise sulla frequenza e sulla durata degli episodi di reflusso e sulla loro eventuale correlazione con i sintomi. Dati che, insieme alla valutazione clinica e agli altri esami diagnostici, aiutano a stabilire il trattamento più appropriato, evitando quando possibile interventi non necessari.
«La nuova apparecchiatura porta questo percorso a un livello ulteriore», spiega Salvatore Fabio Chiarenza, direttore della Chirurgia Pediatrica dell’ULSS 8 Berica, sottolineando l’importanza di una diagnosi accurata per distinguere i casi che possono essere gestiti con una terapia medica da quelli che richiedono invece un intervento chirurgico.
Quando l’operazione è necessaria, viene comunque eseguita con tecniche mininvasive, attraverso piccole incisioni sull’addome. L’obiettivo, sottolinea il reparto, è garantire ai bambini un percorso di cura sempre più efficace, ma anche meno gravoso e più rispettoso delle loro esigenze.
La strumentazione è stata donata da ABAM ETS, associazione nata proprio a sostegno della Chirurgia Pediatrica del San Bortolo e oggi impegnata più in generale a favore dei piccoli pazienti dell’ospedale. «Questa donazione va nella direzione di aumentare il livello di servizio e di attenzione verso i piccoli pazienti e le loro famiglie», sottolinea il presidente di ABAM ETS Paolo Bassan.
Soddisfazione anche da parte della direzione dell’ULSS 8 Berica. Per il direttore generale Peter Assembergs, la donazione rappresenta un ulteriore segnale dell’attenzione del territorio verso l’ospedale e un passo avanti nel percorso di umanizzazione delle cure pediatriche.