Spettacoli e Cultura

Rada Rajić a Radio Vicenza: dalla Serbia una storia di cultura e integrazione

sabato 7 novembre 2026 Martino Montagna

La giornalista e scrittrice serba protagonista di “Buongiorno Vicenza Weekend” ha raccontato il suo percorso professionale, il legame profondo con la città berica e la comunità serba, le riflessioni sul futuro della Serbia e i suoi libri. In diretta anche poesia, musica ed emozioni, con un omaggio a Ivano Fossati e a «La mia banda suona il rock».

Una mattinata all'insegna della cultura, del dialogo tra popoli e delle storie di vita che attraversano i confini. È quella andata in onda oggi, sabato 7 novembre, sulle frequenze di Radio Vicenza, che durante la trasmissione Buongiorno Vicenza Weekend ha ospitato in diretta la giornalista e scrittrice serba Rada Rajić Ristić.

Un incontro ricco di racconti, ricordi e riflessioni, nel quale la protagonista ha ripercorso la propria esperienza umana e professionale, soffermandosi sul rapporto costruito negli anni con l'Italia e, in particolare, con Vicenza. Una città che, da quando è arrivata nel nostro Paese 37 anni fa, è diventata molto più di un luogo in cui vivere: è una seconda casa, un territorio da raccontare e una realtà da far conoscere anche oltre i confini italiani.

Una voce tra due culture: il ponte tra Serbia e Vicenza

Rada Rajić Ristić è una figura che rappresenta bene il valore dell'incontro tra culture. Giornalista della rivista serba Vestj, testata che si occupa anche di raccontare la vita e le esperienze della diaspora serba nel mondo, ha fatto della propria attività un'occasione per mantenere vivo il legame tra i serbi residenti all'estero e la loro terra d'origine.

Nel corso della trasmissione ha parlato anche della comunità serba di Vicenza, una delle presenze straniere più numerose e radicate nel territorio cittadino. Una comunità che, con il passare degli anni, ha costruito la propria storia in Italia e che oggi è arrivata praticamente alla terza generazione. Non soltanto persone che hanno lasciato la Serbia per cercare nuove opportunità, ma famiglie, figli e nipoti che hanno intrecciato le proprie radici con quelle del territorio vicentino.

Proprio in questo contesto si inserisce il lavoro di Rada, che attraverso i suoi articoli contribuisce a raccontare Vicenza, i suoi abitanti, le sue peculiarità e le storie dei vicentini, facendoli conoscere anche ai lettori serbi sparsi nel mondo.

Un ruolo che va oltre quello strettamente giornalistico e che la rende, a tutti gli effetti, una vera ambasciatrice della vicentinità all'estero. Un modo concreto per far conoscere la città berica attraverso le persone, le esperienze quotidiane, le tradizioni e le relazioni che si costruiscono tra comunità diverse.

La Serbia dopo il voto: la fiducia passa alle nuove generazioni

Non è mancato uno spazio dedicato all'attualità e alla situazione politica della Serbia, soprattutto dopo le recentissime elezioni parlamentari del 25 ottobre 2026, che hanno segnato una svolta importante per il Paese.

Rada Rajić Ristić ha proposto una propria lettura del risultato elettorale, sottolineando come, a suo avviso, una parte significativa dei cittadini serbi possa aver maturato una certa delusione nei confronti dei governi precedenti e abbia quindi deciso di guardare a una nuova generazione, concedendo fiducia ai giovani e al movimento studentesco.

Un'interpretazione che si inserisce in un risultato elettorale effettivamente significativo: la lista sostenuta dal movimento degli studenti, denominata Student List – Students Are Winning, ha ottenuto 140 seggi su 250, conquistando la maggioranza parlamentare. La lista legata ad Aleksandar Vučić si è fermata a 103 seggi.

«La mia banda suona il rock»: il ricordo musicale di un amore italiano

Ma la trasmissione non è stata soltanto un appuntamento di approfondimento giornalistico e politico. A renderla particolarmente piacevole sono stati anche i ricordi personali e gli aneddoti legati all'arrivo di Rada in Italia, ben 37 anni fa.

Tra questi, un particolarmente curioso e simpatico: la prima canzone italiana della quale si è letteralmente innamorata è stata La mia banda suona il rock di Ivano Fossati. Un brano che evidentemente ha lasciato un segno speciale nella sua memoria e che durante la trasmissione è diventato anche l'occasione per un momento musicale. Rada ha infatti presentato personalmente il pezzo, improvvisandosi per qualche istante anche DJ e contribuendo a regalare alla diretta un'atmosfera informale e coinvolgente.

Un piccolo episodio che racconta molto del suo rapporto con l'Italia: un legame nato attraverso la lingua, la musica e la cultura, diventato negli anni una parte importante della sua identità.

«Amicizia senza frontiere»: un libro come monumento all'incontro tra due popoli

Uno dei momenti centrali dell'intervista è stato dedicato alla letteratura e alla presentazione del suo libro Amicizia senza frontiere, un'opera che porta già nel titolo il messaggio che accompagna il percorso umano e culturale dell'autrice.

Il volume, definito dalla stampa serba un vero e proprio «monumento artistico all'amicizia fra due popoli», rappresenta un omaggio al rapporto tra Serbia e Italia e alla possibilità di costruire legami profondi superando distanze geografiche, differenze linguistiche e appartenenze nazionali.

L'amicizia, in questo senso, non è soltanto un sentimento individuale, ma diventa uno strumento di conoscenza reciproca, un modo per avvicinare storie, tradizioni e sensibilità differenti.

È proprio questo uno dei temi che attraversano l'esperienza di Rada: la convinzione che la cultura possa diventare un terreno comune sul quale costruire comprensione e solidarietà.

La poesia per raccontare l'immigrazione e le ferite dell'integrazione

La parte forse più intensa e toccante della mattinata è arrivata quando Rada ha lasciato spazio alla poesia.

In diretta ha letto alcuni componimenti tratti da un altro suo libro, affrontando temi profondi e particolarmente attuali come l'immigrazione, lo sradicamento, il senso di appartenenza e le difficoltà dell'integrazione.

Versi forti, capaci di richiamare emozioni e situazioni che appartengono a tante persone costrette, per ragioni diverse, a lasciare il proprio Paese e a ricostruire altrove una parte della propria esistenza.

La poesia è diventata così una voce per raccontare ciò che spesso le statistiche e le cronache non riescono a esprimere completamente: le nostalgie, le difficoltà, le speranze, le contraddizioni e il desiderio di sentirsi accolti.

Un passaggio particolarmente significativo anche alla luce della storia personale della stessa Rada, che vive in Italia da 37 anni e conosce direttamente il valore e le sfide dell'incontro tra culture.

Una mattinata di cultura, identità e amicizia

La partecipazione di Rada Rajić Ristić a Buongiorno Vicenza Weekend si è trasformata in un viaggio attraverso esperienze e linguaggi diversi: il giornalismo, la politica, la musica, la letteratura e la poesia.

Ma soprattutto è stata l'occasione per raccontare una storia di integrazione riuscita, nella quale le proprie origini non vengono dimenticate, ma diventano uno strumento per avvicinare persone e comunità.

La sua esperienza dimostra come una città possa essere raccontata anche attraverso gli occhi di chi è arrivato da lontano e ha scelto di farne la propria casa. E come il lavoro di una giornalista possa contribuire a creare un ponte culturale tra territori, mantenendo vivo il dialogo con chi vive lontano dalla propria terra d'origine.

Dalla Serbia a Vicenza, passando per le pagine dei giornali, i libri, le poesie e persino una canzone di Ivano Fossati: il racconto di Rada Rajić Ristić ha regalato agli ascoltatori una mattinata nella quale la cultura si è fatta incontro, memoria e amicizia.

Un messaggio racchiuso perfettamente nel titolo del suo libro: Amicizia senza frontiere. Perché le distanze possono separare i Paesi, ma non necessariamente le persone.

News ID 3565

Questo sito web utilizza i cookies per migliorare l'esperienza dell'utente. L'utente è consapevole del fatto che, se naviga sul nostro sito web, implicitamente accetta l'utilizzo dei cookies.

Informativa estesa -