Salute e Sociale

Punto nascite dell'ospedale di Asiago: interviene il DG Ulss 7

domenica 18 ottobre 2026 Martino Montagna

Il direttore generale dell’ULSS 7 Pedemontana, Giovanni Carretta, interviene sul percorso nascita dell’ospedale di Asiago dopo la segnalazione di una mamma indirizzata in un’altra struttura. Procedure aggiornate, pediatri reperibili 24 ore su 24 e rotazione delle ostetriche: l’obiettivo è garantire standard elevati senza mettere a rischio la sicurezza di madre e bambino.

Il futuro del punto nascita dell’ospedale di Asiago passa dalla sicurezza clinica e non dalla rincorsa ai numeri. È questo il messaggio lanciato dal direttore generale dell’ULSS 7 Pedemontana, Giovanni Carretta, intervenuto dopo la segnalazione di una mamma che ha espresso il proprio rammarico per essere stata indirizzata in un altro ospedale, nonostante avesse inizialmente scelto Asiago per la nascita del secondo figlio.

Senza entrare nel merito del singolo caso, Carretta coglie l’occasione per fare chiarezza sul funzionamento del percorso nascita dell’Altopiano, sottolineando come le particolari caratteristiche geografiche del territorio e le difficoltà di collegamento con gli ospedali limitrofi abbiano consentito una specifica deroga ministeriale e regionale rispetto alla soglia minima di parti prevista per mantenere attivo un punto nascita. Una condizione che ha permesso di salvaguardare la struttura di Asiago, mentre altri punti nascita del territorio sono oggetto di discussione.

Negli ultimi mesi l’ULSS ha inoltre avviato interventi per rafforzare la qualità e la sicurezza del servizio. Sono state riviste e migliorate le procedure interne, potenziata la reperibilità dei pediatri 24 ore su 24 e confermata la presenza delle figure professionali coinvolte nell’assistenza al parto. È stato anche definito un programma di rotazione delle ostetriche tra gli ospedali di Asiago, Bassano e Santorso, con l’obiettivo di mantenere aggiornate le competenze e garantire a ciascuna professionista un’esperienza adeguata, indicativamente di almeno 20-25 parti all’anno.

Un insieme di misure che, secondo il direttore generale, dimostra la volontà dell’Azienda di investire concretamente nel reparto e di innalzare ulteriormente gli standard assistenziali.

Il punto centrale resta però la selezione dei parti che possono essere gestiti in sicurezza ad Asiago, sulla base di criteri clinici definiti dagli specialisti. Una scelta che, spiega Carretta, ha come priorità assoluta la tutela della mamma e del neonato. Il parto è un evento naturale, ma può comportare complicanze anche gravi, che richiedono strutture e competenze adeguate per essere affrontate tempestivamente.

Per questo, la valutazione dei professionisti deve prevalere sulle aspettative individuali e sulla convinzione che un parto precedente senza problemi o la bassa probabilità di complicazioni siano sufficienti a escludere ogni rischio. Il principio di massima precauzione, sottolinea il direttore generale, rappresenta una garanzia fondamentale ed è alla base di criteri elaborati anche attraverso il confronto con specialisti di riferimento a livello nazionale.

La sicurezza, inoltre, non dipende da un solo parametro, ma dalla capacità di gestire correttamente situazioni cliniche differenti, applicando linee guida e procedure adeguate. Proprio queste regole, secondo Carretta, contribuiscono a rendere più sicuro il percorso nascita di Asiago e a tutelarne la continuità nel tempo.

Il nodo dei numeri resta tuttavia evidente. Negli ultimi anni, dalle famiglie dell’Altopiano sono nati circa 100 bambini all’anno: all’incirca la metà ha visto la luce negli ospedali di Bassano e Santorso, mentre ad Asiago si sono registrati circa 50 parti annui. In un contesto segnato dal calo delle nascite e dall’inverno demografico, raggiungere la soglia di 500 parti all’anno viene considerato irrealistico.

Secondo Carretta, inseguire questo obiettivo aumentando il numero dei casi trattati, anche accettando situazioni che potrebbero presentare complicanze, rischierebbe di compromettere non soltanto gli esiti dei singoli parti, ma anche la tenuta futura dell’intero servizio.

Da qui l’appello alle donne dell’Altopiano e alle famiglie che continuano a dimostrare affetto e fiducia nei confronti dell’ospedale. L’Azienda riconosce il valore di questo legame e l’impegno quotidiano del personale per mantenere attivo il punto nascita, ma chiede anche comprensione quando le condizioni cliniche rendono necessario indirizzare una gestante verso un’altra struttura.

Il messaggio conclusivo del direttore generale è dunque chiaro: mantenere aperto il punto nascita di Asiago significa continuare a investire in professionalità, organizzazione e sicurezza, senza trasformare il numero dei parti nell’unico obiettivo. La possibilità di nascere sull’Altopiano anche in futuro, sostiene Carretta, dipenderà dalla capacità di garantire alle mamme e ai neonati le condizioni assistenziali più appropriate, mettendo sempre al primo posto la loro salute.

Foto di repertorio di una cerimonia con i sindaci davanti all'ospedale di Asiago durante il periodo del Covid

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