Salute e Sociale

Punto nascita di Valdagno, la Valle si mobilita: sindaci e Ulss a confronto per salvarlo

martedì 9 giugno 2026 Martino Montagna

Si intensifica il confronto sul futuro del Punto Nascita dell'ospedale San Lorenzo di Valdagno, dopo il parere negativo espresso dal Comitato Percorso Nascita nazionale alla richiesta di mantenimento della struttura in deroga.

Nella mattinata di oggi la Direzione Strategica dell'ULSS 8 Berica ha effettuato un sopralluogo al reparto di Ostetricia e Ginecologia dell'ospedale valdagnese, incontrando il direttore dell'unità operativa, il dottor Dimosthenis Kaloudis. L'obiettivo è preparare il confronto con i sindaci del territorio, già convocato per il prossimo 29 giugno.

Il direttore generale dell'ULSS 8 Berica, Peter Assembergs, ha ribadito che l'Azienda sanitaria deve prendere atto delle indicazioni nazionali, ma ha sottolineato la volontà di garantire nel territorio tutti i percorsi di presa in carico delle donne in gravidanza. L'idea è quella di rafforzare l'integrazione tra ospedale e servizi territoriali, anche grazie all'imminente apertura della Casa della Comunità di Valdagno, mantenendo sul territorio visite, esami e assistenza durante tutto il percorso della gravidanza.

Parallelamente, i sindaci dei Comuni della Valle dell'Agno – Valdagno, Recoaro Terme, Cornedo Vicentino, Brogliano, Castelgomberto e Trissino – insieme a diversi rappresentanti istituzionali, hanno presentato una formale istanza per chiedere il mantenimento del Punto Nascita.

Nel documento gli amministratori contestano il parere del Comitato nazionale e chiedono quattro interventi: la sospensione del percorso di riconversione previsto dalla DGR 453 del 2026, il riconoscimento della deroga per disagio orografico prevista dalla normativa per le aree montane, l'apertura immediata di un tavolo di confronto con Regione Veneto e ULSS 8 Berica e l'avvio di un percorso di potenziamento dei servizi ospedalieri in vista delle future schede ospedaliere regionali.

Tra le motivazioni principali vengono evidenziate le caratteristiche geografiche della Valle dell'Agno, con numerose zone montane e tempi di percorrenza verso gli altri punti nascita che per oltre metà della popolazione superano i 40 minuti. Secondo i sindaci, questa situazione potrebbe aumentare i rischi legati alle emergenze ostetriche e ai parti non assistiti.

Gli amministratori sottolineano inoltre come il reparto di Valdagno non presenti criticità cliniche documentate e come negli anni siano stati effettuati importanti investimenti per garantire elevati standard assistenziali, tra cui il servizio di partoanalgesia attivo 24 ore su 24.

La battaglia per il Punto Nascita assume anche una forte valenza sociale. Secondo i sindaci, la presenza di un servizio maternità rappresenta un elemento decisivo per contrastare lo spopolamento delle aree montane, sostenere le giovani famiglie e preservare l'intera rete dei servizi materno-infantili, dalla ginecologia alla pediatria fino ai consultori.

Da una parte, dunque, l'ULSS lavora per garantire la continuità dell'assistenza alle future mamme anche in caso di riconversione del servizio; dall'altra, gli amministratori locali chiedono che il Punto Nascita resti operativo, considerandolo un presidio strategico per la sicurezza sanitaria e per il futuro della comunità dell'Alta Valle dell'Agno. Il confronto decisivo è ora atteso nell'incontro del 29 giugno.

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