venerdì 2 ottobre 2026 Valentina Ruzza
Ci sono sapori che finiscono per diventare parte della memoria di una città. Non necessariamente perché siano complessi, ma perché accompagnano abitudini, incontri, aperitivi, feste e momenti condivisi. A Vicenza, la tartina appartiene da tempo a questa geografia del gusto e dietro Le Tartine di Vicenza c’è una storia familiare iniziata nel 1988, cresciuta attraverso il lavoro, la manualità e una precisa idea di qualità.
Tutto parte da Oriana, che proprio alla fine degli anni Ottanta apprende quest’arte lavorando accanto a un maestro della ristorazione. Da quell’esperienza nasce un metodo destinato a diventare il cuore del progetto: attenzione alle proporzioni, rispetto dei tempi, materie prime selezionate, equilibrio dei sapori e una cura quasi sartoriale dell’aspetto finale. Per quasi trent’anni questa conoscenza si consolida e si trasforma, fino al 2016, quando prende forma un laboratorio specializzato nella produzione artigianale di tartine d’asporto.
Due anni più tardi arriva il passaggio generazionale. La figlia Silvia diventa titolare e, insieme al marito Andrea, raccoglie l’eredità costruita da Oriana, che continua ancora oggi ad affiancarli. Non si tratta di una rottura con il passato, ma di una continuità aggiornata: mantenere quei gusti che nel Vicentino sono diventati familiari e riconoscibili, affiancandoli a nuove combinazioni, proposte stagionali e a una visione più contemporanea del prodotto.
Oggi il laboratorio conta 34 gusti tra referenze continuative e stagionali. Salumi, formaggi, verdure e pesce entrano in composizioni diverse, ma il principio resta sempre lo stesso: lavorare su equilibrio, freschezza e riconoscibilità, senza trasformare la tartina in una semplice sommatoria di ingredienti.
La produzione è completamente artigianale. Dal taglio del pane alla preparazione delle salse, dai paté alle guarnizioni, ogni fase viene eseguita a mano. È proprio qui che la parola artigianalità acquista un significato concreto: controllo, pazienza, esperienza e sensibilità applicate a un prodotto di pochi centimetri, nel quale anche una piccola variazione nelle proporzioni può cambiare completamente il risultato.
Pane e maionese rappresentano i due cardini del lavoro quotidiano. Il pane viene preparato ogni giorno dal panificio di fiducia, mentre la maionese nasce direttamente in laboratorio ed è affidata ad Andrea. Uova fresche, olio selezionato e limone, senza conservanti, coloranti o additivi: una preparazione essenziale, montata a mano, pensata per ottenere una consistenza cremosa ma leggera e un gusto capace di accompagnare le farciture senza coprirle.
La freschezza quotidiana diventa così parte integrante dell’identità del prodotto. La maionese non è soltanto una componente tecnica, ma il filo conduttore di molte delle tartine, mentre paté, creme e altre preparazioni vengono realizzati con lo stesso approccio. La selezione delle materie prime segue una logica analoga: prodotti freschi, ingredienti locali quando possibile, ricette tradizionali affiancate a proposte più attuali.
Tra le tartine più rappresentative c’è quella con acciuga del Cantabrico, una preparazione che sintetizza bene la filosofia del laboratorio. Il filetto viene scelto per consistenza e sapidità e lavorato in modo da mantenerne l’integrità, lasciando che siano pane e parte cremosa a sostenerlo senza sovrastarlo. Anche il montaggio viene eseguito manualmente, con una cura particolare per l’equilibrio tra gli elementi.
La stessa attenzione riguarda l’aspetto visivo. Silvia e Andrea parlano dei loro cabaret come di veri e propri “quadri di sapori”: le tartine vengono disposte considerando colori, forme e volumi, perché l’esperienza gastronomica comincia anche dallo sguardo. L’obiettivo è costruire composizioni che risultino armoniche e riconoscibili già al primo impatto.
Ed è proprio questa sensibilità per l’immagine, oltre che per il gusto, ad aver aperto negli ultimi tempi una nuova direzione. Le Tartine di Vicenza hanno infatti stretto una collaborazione con Ikonika Events, giovane realtà impegnata nella creazione di eventi legati alla fotografia e alla moda, con un obiettivo preciso: valorizzare luoghi, attività e realtà iconiche di Vicenza e della sua provincia attraverso esperienze capaci di unire estetica, territorio e convivialità.
La collaborazione nasce da una visione condivisa. Da una parte c’è un laboratorio che porta avanti una tradizione artigianale costruita in quasi quarant’anni; dall’altra un progetto giovane che utilizza fotografia, moda ed eventi come strumenti per raccontare in modo nuovo il patrimonio locale. In questo incontro, la gastronomia non diventa una semplice presenza di servizio, ma parte del racconto stesso: un elemento che contribuisce a dare identità all’esperienza.
Per Le Tartine di Vicenza è anche un modo per allargare il proprio linguaggio e portare il prodotto fuori dai confini tradizionali dell’aperitivo o del buffet, inserendolo in contesti in cui immagine, creatività e valorizzazione del territorio dialogano tra loro. Per Ikonika Events, invece, la collaborazione permette di coinvolgere una realtà fortemente radicata nella città e capace di rappresentare uno dei suoi piccoli rituali gastronomici.
Dietro questa evoluzione rimane comunque una storia di famiglia. Lo dimostra anche un episodio diventato ormai parte della memoria del laboratorio: tra il 2021 e il 2022, durante la gravidanza, Silvia ha continuato a lavorare regolarmente fino a poche ore prima del parto. Un dettaglio che racconta meglio di molte dichiarazioni quanto l’attività sia intrecciata alla vita quotidiana e al senso di appartenenza familiare.
Oggi Le Tartine di Vicenza si rivolge a clienti privati, aziende, bar, catering ed eventi. Si può partire da pochi pezzi per un aperitivo fino ad arrivare a cabaret più importanti per occasioni familiari o professionali; su prenotazione vengono inoltre preparati paninetti e tramezzini.
Dal 1988 a oggi sono cambiate le generazioni, si sono moltiplicati i gusti e sono nate nuove collaborazioni. Quello che non è cambiato è il principio da cui tutto è partito: fare bene una cosa apparentemente semplice, senza scorciatoie, affidandosi alla manualità e alla qualità.
Perché una tartina può sembrare un piccolo dettaglio. Ma quando dentro ci sono quasi quarant’anni di esperienza, una famiglia e un territorio intero da raccontare, quel dettaglio diventa identità.