Cronaca

Pedopornografia on line: 7 arresti, uno in provincia di Vicenza

venerdì 9 ottobre 2026 Martino Montagna

Vasta operazione contro lo sfruttamento sessuale dei minori sul web: quattordici persone coinvolte tra arresti e denunce, sequestrati circa 30 dispositivi informatici con oltre 26mila gigabyte di dati. L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Milano, è partita nel 2025.

Una vasta operazione contro la pedopornografia online ha portato all’arresto di sette persone e alla denuncia di altre sette. Tra gli arrestati figura anche una persona residente in provincia di Vicenza. È il bilancio dell’attività investigativa condotta dalla Polizia di Stato per contrastare la detenzione e la diffusione di materiale legato allo sfruttamento sessuale dei minori attraverso la rete.

L’operazione, conclusa il 9 ottobre 2026, ha interessato diverse aree del Paese e ha permesso di sequestrare oltre 100mila file tra immagini e video, oltre a circa trenta dispositivi informatici. Il volume complessivo dei dati acquisiti supera i 26mila gigabyte, una quantità ingente di materiale digitale che sarà sottoposta agli accertamenti necessari per ricostruire le attività contestate e verificare eventuali ulteriori collegamenti.

La presenza di una persona residente nel Vicentino tra i sette arrestati porta l’attenzione anche sul territorio berico, coinvolto in un’indagine di respiro nazionale e internazionale.

L’indagine partita nel 2025: monitorati i canali di distribuzione online

Le investigazioni sono iniziate nel 2025 nell’ambito della cooperazione internazionale di polizia e sono state coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano.

A condurre l’attività è stato il Centro operativo per la sicurezza cibernetica di Milano, con il coordinamento del Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online (CNCPO), struttura del Servizio Polizia postale e per la sicurezza cibernetica impegnata nel contrasto ai reati che coinvolgono minori attraverso strumenti digitali.

Gli investigatori hanno monitorato in maniera continuativa i canali online utilizzati per la distribuzione di materiale illecito, estendendo gli accertamenti anche agli ambienti digitali transnazionali. L’attività ha consentito di individuare alcuni account attraverso i quali sarebbero stati condivisi e scaricati video e immagini di pornografia minorile.

L’analisi delle tracce digitali e degli account individuati ha rappresentato un passaggio centrale dell’inchiesta, consentendo agli investigatori di risalire alle persone sospettate e di procedere con le perquisizioni.

Sette arresti tra Lombardia, Veneto e Toscana

Le perquisizioni hanno portato all’arresto in flagranza di sette persone, di età compresa tra i 38 e i 78 anni, per detenzione di materiale di pornografia minorile.

Nel dettaglio, due arresti sono stati eseguiti nella provincia di Milano, due nella provincia di Bergamo, uno nella provincia di Varese, uno in provincia di Vicenza e uno a Firenze.

Il quadro investigativo riguarda dunque più territori, con interventi effettuati in diverse aree del Nord Italia e nel capoluogo toscano. Gli accertamenti avrebbero permesso di individuare una consistente quantità di materiale illecito nella disponibilità delle persone arrestate.

Parallelamente, altre sette persone sono state denunciate. Anche nei loro confronti sono stati effettuati sequestri di materiale informatico ritenuto utile a ricostruire le attività oggetto dell’indagine.

Non sono stati resi noti ulteriori dettagli identificativi relativi alla persona arrestata nel Vicentino, né informazioni specifiche sul luogo in cui è stato eseguito l’intervento in provincia.

Oltre 100mila file e 26mila gigabyte di dati sotto esame

I numeri del sequestro restituiscono le dimensioni dell’operazione. Nel corso delle attività sono stati acquisiti oltre 100mila file, tra immagini e video, insieme a circa trenta dispositivi informatici.

Tra il materiale sequestrato figurano smartphone, tablet, computer e hard disk, strumenti che possono contenere archivi digitali, cronologie, account e altre tracce utili alla ricostruzione delle condotte contestate.

Il quantitativo complessivo supera i 26mila gigabyte, equivalenti a oltre 26 terabyte di dati. Un patrimonio informatico che richiede verifiche tecniche approfondite per individuare i contenuti illeciti, ricostruire le modalità di acquisizione e condivisione dei file e accertare eventuali collegamenti tra gli account individuati dagli investigatori.

Gli esami forensi dei dispositivi possono inoltre contribuire a chiarire se il materiale fosse conservato esclusivamente sui supporti sequestrati o se vi siano ulteriori elementi utili a ricostruire una rete più ampia di condivisione.

In campo oltre 60 operatori della Polizia postale

L’esecuzione dell’operazione ha richiesto il coinvolgimento di oltre 60 operatori della Polizia postale, appartenenti ai centri operativi e alle sezioni operative distribuiti in diverse province italiane.

Hanno partecipato personale dei centri e delle sezioni operative di Milano, Bergamo, Brescia, Varese, Mantova, Pavia, Como, Vercelli, Verona, Ascoli Piceno, Vicenza e Firenze.

Il coordinamento tra le diverse strutture ha permesso di svolgere le attività investigative e le perquisizioni in territori differenti, nell’ambito di un’unica indagine diretta dalla Procura milanese.

Il lavoro della Polizia postale si è concentrato sull’individuazione degli account sospetti, sul monitoraggio degli ambienti digitali utilizzati per la circolazione dei contenuti e sulla raccolta degli elementi informatici necessari agli accertamenti giudiziari.

La tutela dei minori al centro dell’inchiesta

Il contrasto alla pedopornografia online rappresenta un settore particolarmente delicato delle indagini sui reati informatici. La circolazione di immagini e video di abusi sessuali su minori non è soltanto un fenomeno legato alla detenzione o allo scambio di file: dietro quei contenuti possono esserci vittime reali, la cui identificazione e protezione costituiscono aspetti fondamentali dell’attività investigativa.

Per questo motivo, l’analisi del materiale sequestrato assume un’importanza che va oltre la ricostruzione delle responsabilità delle persone sottoposte a indagine. Gli accertamenti possono contribuire a individuare ulteriori soggetti coinvolti e a fornire elementi utili per eventuali approfondimenti investigativi, anche in collaborazione con organismi di polizia di altri Paesi.

Nel caso dell’operazione coordinata dalla Procura di Milano, la dimensione transnazionale del monitoraggio e il numero di file acquisiti evidenziano la complessità del lavoro necessario per ricostruire i percorsi digitali attraverso i quali i contenuti sarebbero stati condivisi e scaricati.

Gli accertamenti proseguono: vale la presunzione di innocenza

Con sette arresti e altre sette denunce, l’operazione segna un importante sviluppo nell’attività di contrasto allo sfruttamento sessuale dei minori online. Per le persone coinvolte, tuttavia, la posizione giudiziaria dovrà essere valutata nell’ambito del procedimento penale e sulla base degli elementi raccolti.

Saranno gli accertamenti sui dispositivi sequestrati e le successive valutazioni dell’autorità giudiziaria a chiarire nel dettaglio le condotte contestate e le eventuali responsabilità individuali.

Per il Vicentino, il dato certo è la presenza di un residente in provincia tra le sette persone arrestate nell’ambito dell’inchiesta nazionale. Un elemento che inserisce anche il territorio berico in una vasta attività investigativa contro la diffusione online di materiale di pornografia minorile, condotta attraverso il monitoraggio della rete e il lavoro specialistico della Polizia postale.

Le dimensioni del sequestro, con oltre 100mila file e più di 26mila gigabyte di dati, delineano la portata dell’operazione. Resta ora da approfondire il contenuto del materiale acquisito e ricostruire, attraverso gli strumenti investigativi e giudiziari, ogni eventuale responsabilità, nel rispetto della presunzione di innocenza fino a una condanna definitiva.

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