Palermo-Vicenza, tifosi biancorossi aggrediti. Il Centro Coordinamento alza la voce: «Lasciati senza protezione, errore clamoroso»

martedì 3 novembre 2026 Valentina Ruzza

Dopo i gravi episodi denunciati durante la trasferta siciliana, dura presa di posizione del Centro Coordinamento Clubs Biancorossi Vicenza. Circa cento sostenitori sarebbero rimasti senza presidio delle forze dell’ordine nel punto di raccolta indicato dalla Questura. Contatti con il presidente Arena, annunciata una protesta formale alle autorità.

VICENZA – Una trasferta che doveva essere soltanto calcio, passione e sostegno ai colori biancorossi si è trasformata in una giornata di paura. E adesso, dopo quanto accaduto a Palermo il 1° novembre, il Centro Coordinamento Clubs Biancorossi Vicenza chiede spiegazioni. Non soltanto per l’aggressione denunciata ai danni dei tifosi vicentini, ma soprattutto per quelle che vengono definite gravi carenze nella gestione dell’ordine pubblico. Una vicenda sulla quale la nostra redazione ha avuto contatti con il presidente del Coordinamento, Emanuele Arena, e che ha portato a una presa di posizione ufficiale dai toni particolarmente duri.

Al centro della contestazione c’è quanto sarebbe accaduto in piazza Francesco Crispi, individuata dalla Questura di Palermo come punto di raccolta dei sostenitori ospiti prima del trasferimento allo stadio Renzo Barbera. Circa 150 tifosi vicentini, prevalentemente famiglie e soci dei club affiliati al Centro Coordinamento, si erano presentati regolarmente nel luogo stabilito dalle autorità per usufruire del servizio di navette.

Tutto secondo le disposizioni. Almeno fino alla partenza del primo autobus.

Secondo la ricostruzione contenuta nel comunicato ufficiale, il personale di Polizia presente avrebbe lasciato il punto di ritrovo per scortare il mezzo diretto allo stadio, lasciando quasi cento sostenitori completamente privi di un presidio di sicurezza. Ed è proprio durante questa assenza che si sarebbe verificata l’aggressione.

Un gruppo di persone, indicate dal Coordinamento come soggetti palermitani e descritte come munite di caschi e bastoni, avrebbe raggiunto i tifosi biancorossi rimasti in attesa. Momenti concitati, paura e una fuga precipitosa per evitare conseguenze peggiori. I sostenitori vicentini, secondo quanto riferito, non avrebbero reagito, cercando esclusivamente di mettersi al sicuro. Durante la fuga una ragazza avrebbe riportato una contusione a un piede.

Un episodio che il Centro Coordinamento considera particolarmente grave proprio per il contesto nel quale si sarebbe verificato: non un incontro casuale tra tifoserie, ma un’aggressione denunciata in un luogo ufficialmente indicato dalle autorità come punto di raccolta.

La condanna di ogni forma di violenza è netta e senza attenuanti. Ma altrettanto ferma è la contestazione rivolta all’organizzazione del servizio di sicurezza.

«La decisione di lasciare completamente sguarnito il punto di ritrovo, prima che tutti i sostenitori fossero stati trasferiti allo stadio, rappresenta a nostro avviso un errore organizzativo clamoroso, sul quale è doveroso fare piena chiarezza», si legge nella nota del Centro Coordinamento.

Parole che fotografano il malcontento dei club vicentini e aprono interrogativi precisi sulla gestione della trasferta. Perché, secondo quanto denunciato, sarebbe potuta bastare anche una sola volante con i lampeggianti accesi per esercitare un’efficace funzione deterrente.

Il punto, per il Coordinamento, è proprio questo: i tifosi avevano rispettato le indicazioni ricevute, raggiungendo il luogo stabilito dalla Questura e attendendo il trasferimento organizzato verso lo stadio. Eppure, proprio in quel contesto, si sarebbero ritrovati senza alcuna protezione.

Una contraddizione che assume un peso ancora maggiore se rapportata alle limitazioni e ai divieti di trasferta frequentemente disposti per ragioni di sicurezza.

«Non è accettabile che la tutela dell’ordine pubblico si traduca troppo spesso in restrizioni per i tifosi, senza che venga garantita un’organizzazione dei servizi di sicurezza adeguata», sottolinea il Centro Coordinamento.

La questione, dunque, va oltre il singolo episodio. Riguarda il rapporto tra le disposizioni imposte ai sostenitori e la capacità di garantire loro condizioni di sicurezza adeguate. Perché il rispetto delle regole, osservano i rappresentanti dei club biancorossi, deve trovare una risposta altrettanto rigorosa nell’organizzazione dei servizi di ordine pubblico.

E questa volta la protesta non resterà soltanto affidata alle parole. Il Centro Coordinamento Clubs Biancorossi Vicenza ha annunciato la decisione di rivolgere una formale protesta alla Questura di Palermo, coinvolgendo per conoscenza la Questura di Vicenza, il Comune di Palermo e il Ministero dell’Interno. L’obiettivo è ottenere chiarimenti sulle scelte operative adottate e sollecitare un’attenta verifica delle eventuali responsabilità organizzative.

C’è però un altro passaggio significativo nella presa di posizione del Coordinamento. Nonostante la gravità degli episodi denunciati, i rappresentanti dei tifosi vicentini auspicano che quanto accaduto non venga utilizzato come pretesto per introdurre nuovi divieti di trasferta nei confronti della tifoseria palermitana.

Una posizione che distingue nettamente le responsabilità individuali di chi si rende protagonista di comportamenti violenti da quelle della maggioranza dei sostenitori, estranei ai fatti. Penalizzare migliaia di appassionati per le azioni di pochi, sostiene il Coordinamento, rappresenterebbe un’ulteriore ingiustizia.

La richiesta è dunque duplice: accertare quanto accaduto e impedire che eventuali carenze organizzative finiscano per tradursi in nuove restrizioni generalizzate.

«Non chiediamo privilegi né trattamenti di favore. Chiediamo semplicemente che chi rispetta le regole e segue le indicazioni delle autorità possa farlo nella certezza di non essere lasciato senza tutela».

È questo il messaggio conclusivo del Centro Coordinamento Clubs Biancorossi Vicenza, che attende ora risposte dalle istituzioni competenti.

Resta da chiarire l’esatta dinamica degli episodi denunciati, verificare le modalità con cui è stato gestito il punto di raccolta e comprendere perché, secondo la ricostruzione dei club, quasi cento persone siano rimaste senza presidio prima del trasferimento allo stadio. Su questi aspetti sarà determinante la ricostruzione delle autorità.

La sconfitta per 3-1 maturata sul terreno del Barbera appartiene alla cronaca sportiva. Quanto accaduto prima della partita, invece, apre una questione ben più delicata, che riguarda la sicurezza di chi segue la propria squadra lontano da casa.

Perché il calcio può dividere sugli spalti, ma non dovrebbe mai mettere in discussione il diritto di tornare a casa incolumi. E chi rispetta le regole non può essere lasciato solo.

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