Cronaca

Mussolente: truffa madre e figlia, fugge con i gioielli ma fa un incedente

sabato 18 luglio 2026 Martino Montagna

Una telefonata di un falso maresciallo dei Carabinieri, una truffa ben orchestrata ai danni di madre e figlia e una fuga terminata tra i campi dopo un incidente stradale. È la vicenda avvenuta nel pomeriggio di mercoledì 16 luglio a Mussolente, dove i Carabinieri della Compagnia di Bassano del Grappa hanno arrestato una 23enne italiana, originaria della provincia di Napoli, ritenuta responsabile di una truffa pluriaggravata.

Intorno alle 15, una donna di 60 anni, che si trovava in casa con la figlia di 26 anni, incinta, ha ricevuto una telefonata da un sedicente maresciallo dei Carabinieri. L'uomo le ha raccontato che l'auto intestata alla figlia era stata utilizzata per una rapina in una gioielleria di Vicenza. Convinta della veridicità della storia, la donna ha confermato la targa del veicolo e ha riferito che la figlia era presente in casa.

A quel punto un secondo complice ha contattato direttamente la 26enne, spacciandosi anch'egli per un maresciallo e invitandola a isolarsi in un'altra stanza per scrivere una dichiarazione di estraneità ai fatti. Nel frattempo, la madre è rimasta al telefono con il primo truffatore, che l'ha convinta a raccogliere tutto l'oro custodito in casa, pesarlo e prepararlo per una presunta verifica sulla provenienza dei preziosi.

Pochi minuti dopo, una giovane donna si è presentata all'abitazione e si è fatta consegnare i gioielli, allontanandosi subito a bordo di una Renault Clio grigia. Solo dopo la sua partenza, madre e figlia hanno compreso di essere state raggirate e hanno contattato il 112.

Quasi contemporaneamente, alla Centrale Operativa dei Carabinieri è arrivata la segnalazione di un incidente stradale avvenuto a circa un chilometro dall'abitazione delle vittime. La conducente dell'auto coinvolta, invece di attendere i soccorsi, aveva abbandonato il veicolo ed era fuggita a piedi.

I militari della Sezione Radiomobile hanno subito ipotizzato un collegamento tra i due episodi e, raccolte le indicazioni sulla direzione di fuga, hanno rintracciato la donna all'interno di un terreno agricolo lungo via Mazzini. La 23enne ha tentato di nascondersi tra le coltivazioni, ma è stata raggiunta e bloccata.

Durante i controlli, i Carabinieri hanno trovato nella sua disponibilità preziosi, scatole di gioielli e indumenti compatibili con quelli descritti dalle vittime. In un primo momento la giovane ha fornito spiegazioni contraddittorie, ma successivamente ha ammesso le proprie responsabilità e ha indicato il punto del campo dove aveva lanciato i gioielli durante la fuga. I monili sono stati recuperati grazie anche all'impiego di due metal detector.

Le successive perquisizioni sono state estese alla camera d'albergo dove la 23enne aveva pernottato, a Romano d'Ezzelino. Qui i militari hanno rinvenuto altri gioielli e 200 euro in contanti, risultati provento di un'altra truffa commessa il 14 luglio a Caorle ai danni di una donna di 73 anni.

I gioielli sottratti a madre e figlia sono stati restituiti alle proprietarie dopo la denuncia, mentre il restante materiale, insieme al denaro, al cellulare e all'auto utilizzata dalla giovane, è stato sequestrato.

Su disposizione della Procura della Repubblica di Vicenza, la 23enne è stata arrestata con l'accusa di truffa pluriaggravata e trasferita nel carcere di Montorio, in provincia di Verona, in attesa dell'udienza di convalida. È stata inoltre denunciata a piede libero per la truffa commessa a Caorle. Le indagini proseguono per accertare eventuali ulteriori episodi analoghi e individuare possibili altre vittime.

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