martedì 13 ottobre 2026 Martino Montagna
Svolta nelle indagini sulla morte di Tiziano Zin, 59 anni, trovato senza vita nel 2023 in una roggia ad Almisano, frazione di Lonigo. Quella che inizialmente sembrava una morte per annegamento si è rivelata, secondo gli accertamenti investigativi, un decesso causato da un’overdose.
A trovare il corpo era stato il fratello della vittima. Il ritrovamento aveva fatto scattare gli accertamenti per ricostruire le circostanze della tragedia e chiarire che cosa fosse accaduto prima della morte dell’uomo.
Gli esami successivi hanno portato a una svolta nel caso, escludendo l’annegamento come causa del decesso e individuando nell’assunzione di sostanze stupefacenti l’origine della morte.
La Procura ha ora chiuso le indagini. Nel fascicolo compare un amico di Zin, indagato per una presunta attività di spaccio di droga. Saranno gli sviluppi giudiziari a chiarire le eventuali responsabilità e il ruolo che l’uomo avrebbe avuto nella vicenda.
La chiusura delle indagini rappresenta un passaggio importante per fare luce su una morte che, fin dal ritrovamento del corpo nella roggia, aveva lasciato interrogativi. Resta ora da definire il quadro delle responsabilità nell’ambito del procedimento.
Per Tiziano Zin, il ritrovamento nelle acque della roggia aveva inizialmente suggerito una tragica fatalità. Gli accertamenti hanno invece indirizzato l’inchiesta verso una vicenda legata alla droga, riaprendo interrogativi sulle circostanze che precedettero la sua morte.