venerdì 9 ottobre 2026 Martino Montagna
Rimozione precisa e sospetta dei chip dalla carta d’identità elettronica: l’ultimo caso scoperto all’anagrafe di piazza Biade. La polizia locale teme possibili riutilizzi per documenti contraffatti e furti d’identità.
Nove denunce dall’inizio dell’anno per la rimozione del microchip dalla carta d’identità elettronica. È il bilancio degli accertamenti condotti dalla polizia locale, che ha individuato altrettanti casi di documenti manomessi, facendo scattare le denunce per contraffazione della carta d’identità.
L’ultimo episodio è emerso negli uffici dell’anagrafe di piazza Biade, dove un cittadino si è presentato per chiedere il rilascio di una nuova carta d’identità, sostenendo che quella in suo possesso fosse deteriorata. Ma durante la verifica del documento, il personale comunale ha notato un particolare tutt’altro che ordinario: il microchip integrato era stato rimosso.
La segnalazione ha fatto scattare gli accertamenti della polizia locale, che ha proceduto con la denuncia. Un controllo di routine si è così trasformato in un nuovo caso di manomissione di un documento d’identità, il nono registrato dall’inizio dell’anno.
Il taglio troppo preciso insospettisce gli agenti
A colpire gli investigatori, anche in quest’ultimo episodio, è stata soprattutto la precisione dell’intervento. Il chip risultava asportato con un taglio netto e accurato, difficilmente riconducibile a un normale deterioramento della carta. Una modalità che, secondo gli elementi raccolti, lascia ipotizzare un’operazione eseguita deliberatamente.
È proprio questa caratteristica a destare preoccupazione. La ripetizione di episodi simili e la precisione con cui vengono rimossi i componenti elettronici fanno ritenere possibile che i microchip vengano recuperati per essere utilizzati in attività illecite. Un’ipotesi che dovrà essere verificata dagli accertamenti, ma che evidenzia i potenziali rischi legati alla manomissione dei documenti elettronici.
Il rischio di documenti contraffatti e furti d’identità
Il microchip è una componente fondamentale della carta d’identità elettronica. Al suo interno sono conservate informazioni utilizzate per l’identificazione e l’autenticazione digitale, necessarie anche per accedere a diversi servizi online. La sua rimozione compromette quindi funzioni essenziali del documento.
Ma il timore degli investigatori riguarda soprattutto un possibile impiego dei chip asportati nella realizzazione di altri documenti contraffatti, con l’obiettivo di renderli più credibili. Un eventuale riutilizzo illecito potrebbe aprire la strada al furto d’identità e ad altre forme di frode.
I nove casi accertati dalla polizia locale accendono così i riflettori su una pratica che, proprio per la precisione degli interventi riscontrati, non sembra riconducibile a semplici danneggiamenti accidentali. Le denunce rappresentano il primo passaggio per fare luce sugli episodi e sulle possibili finalità della rimozione dei microchip, mentre resta alta l’attenzione sui controlli effettuati agli sportelli anagrafici.