venerdì 11 settembre 2026 Martino Montagna
Un medico senologo di 69 anni è stato posto agli arresti domiciliari nell’ambito di un’indagine per violenza sessuale aggravata e continuata, contestata in relazione all’esercizio della sua attività professionale.
La misura cautelare è stata eseguita il 9 settembre dai Carabinieri della Sezione di Polizia Giudiziaria presso la Procura della Repubblica di Vicenza, in esecuzione di un’ordinanza emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Vicenza, su richiesta della Procura.
L’inchiesta sarebbe partita da una segnalazione trasmessa alla Procura dal Consiglio dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Vicenza, relativa a presunte modalità non appropriate nello svolgimento di alcune visite mediche.
Nel corso degli accertamenti, coordinati dalla Procura e condotti dai Carabinieri, sarebbero state raccolte le dichiarazioni di numerose persone che si erano rivolte al medico per controlli e attività di prevenzione senologica. Gli investigatori avrebbero inoltre acquisito ulteriori elementi ritenuti utili a ricostruire quanto accaduto.
Secondo la ricostruzione accusatoria contenuta nell’ordinanza cautelare, il medico avrebbe sfruttato la propria posizione professionale e il rapporto di fiducia con i pazienti, prospettando presunti collegamenti tra patologie oncologiche e disturbi riguardanti altri organi.
Sempre secondo l’ipotesi contestata, durante alcune visite finalizzate alla prevenzione del tumore al seno avrebbe indicato come necessarie anche visite rettali. Tali manovre, secondo gli inquirenti, sarebbero state eseguite senza un esplicito e informato consenso e senza una concreta necessità diagnostica, terapeutica o preventiva.
Le indagini avrebbero inoltre fatto emergere, secondo la prospettazione della Procura, episodi nei quali le manovre sarebbero consistite anche in penetrazioni anali mediante le dita, che l'accusa ritiene estranee alle finalità mediche dichiarate.
Il Gip ha ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza e ha individuato esigenze cautelari legate, in particolare, al rischio di reiterazione di condotte della stessa natura e alla possibilità di condizionamento delle persone offese.
Per il medico sono stati quindi disposti gli arresti domiciliari, con il divieto di lasciare l’abitazione senza autorizzazione dell’autorità giudiziaria e di comunicare con persone diverse dai conviventi o da chi lo assiste.