Spettacoli e Cultura

La Grande Guerra delle donne: a Valdagno serata e mostra

martedì 3 novembre 2026 Martino Montagna

La Prima Guerra Mondiale non si combatté soltanto nelle trincee, ma anche nelle case, nelle fabbriche, nei paesi e lungo le strade percorse da migliaia di profughi. Una guerra silenziosa, vissuta da donne, bambini e famiglie, che affrontarono lutti, violenze, privazioni, malattie e sacrifici spesso rimasti ai margini della memoria storica.

A questa pagina meno conosciuta della storia italiana è dedicata l'iniziativa «Le donne nella Grande Guerra 1915-1918», in programma venerdì 6 novembre, alle 20.30, nella Sala Soster di Palazzo Festari a Valdagno. Una serata di approfondimento storico, fotografie, testimonianze e letture per restituire attenzione e dignità a chi, pur non indossando una divisa, pagò un prezzo altissimo durante il conflitto.

Saranno ricordate le donne morte per stenti, malattie e avvelenamenti nelle fabbriche di munizioni, quelle impegnate nel lavoro e nell'assistenza ai feriti, ma anche le celebri portatrici carniche, che trasportavano rifornimenti verso le postazioni militari. Ampio spazio sarà dedicato alle donne e alle famiglie costrette ad abbandonare le proprie abitazioni, diventando profughe insieme ai figli e agli anziani, spesso accolte con diffidenza nei territori di destinazione. Non mancheranno i riferimenti alle violenze, agli abusi e ai lutti subiti dalla popolazione civile.

La Grande Guerra rappresentò anche un momento di profonda trasformazione sociale: con milioni di uomini al fronte, le donne entrarono in massa nel mondo del lavoro, assunsero nuove responsabilità e sostituirono gli uomini nelle attività produttive e nella vita delle comunità. Un cambiamento che contribuì a ridefinire il ruolo femminile nella società e aprì la strada a successive conquiste civili e politiche.

L'iniziativa nasce da un progetto promosso da Davide Branco, consigliere nazionale A.N.C.R. e presidente della Sezione A.N.C.R. di Lovara di Trissino, successivamente esteso all'intera Valle dell'Agno grazie alla collaborazione del Centro Studi A.N.A. di Valdagno. Importante il contributo organizzativo e storico di Franco Rasia, coordinatore del Centro Studi A.N.A., che ha curato il coinvolgimento dei relatori e dei lettori e la ricerca dei materiali fotografici.

Il programma della serata

L'appuntamento è fissato per venerdì 6 novembre, alle 20.30, nella Sala Soster di Palazzo Festari.

Dopo i saluti istituzionali di Maurizio Zordan, sindaco di Valdagno, Davide Branco, consigliere nazionale A.N.C.R., ed Enrico Crocco, presidente della Sezione A.N.A. di Valdagno e capofila dell'iniziativa, si alterneranno gli interventi di approfondimento storico.

Franco Rasia, coordinatore del Centro Studi A.N.A., proporrà un inquadramento storico del periodo.

Annalisa Castagna, ricercatrice storica, approfondirà il tema delle donne di Valdagno durante la Grande Guerra.

Raffaella Calgaro, scrittrice e ricercatrice storica, presenterà il libro Tutta un'altra storia e leggerà alcuni brani.

Il gruppo Terre di Lettura della Biblioteca Civica proporrà letture dedicate alle vicende e alle testimonianze dell'epoca.

Domenico Alberti, ricercatore storico A.N.C.R. Vicenza, parlerà delle donne e del profugato dell'Altopiano di Asiago.

La serata si concluderà con uno spazio dedicato alle domande e agli interventi del pubblico.

La mostra fotografica alla Biblioteca Civica

Ad accompagnare l'incontro sarà una mostra fotografica dedicata alle donne e alla popolazione civile durante la Prima Guerra Mondiale. L'esposizione sarà visitabile dal 4 al 7 novembre presso la Pergola della Biblioteca Civica di Villa Valle a Valdagno, offrendo un ulteriore percorso di conoscenza attraverso immagini e documenti storici.

L'iniziativa è organizzata dalla Sezione A.N.A. di Valdagno, con il patrocinio dei Comuni di Valdagno, Altissimo, Recoaro Terme, Cornedo Vicentino, Brogliano, Castelgomberto e Trissino.

Un'occasione per riportare alla luce una parte importante della memoria collettiva e ricordare come la Grande Guerra abbia segnato non soltanto chi combatté al fronte, ma anche chi rimase a casa, affrontando quotidianamente le conseguenze più dure del conflitto. Una storia di donne, famiglie e civili che merita di essere conosciuta e tramandata.

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