mercoledì 10 giugno 2026 Martino Montagna
L’industria della provincia di Vicenza continua a registrare segnali negativi e chiude il primo trimestre 2026 con una nuova contrazione della produzione industriale pari a -1,7%, secondo la 171ª indagine congiunturale di Confindustria Vicenza. Il dato peggiora ulteriormente rispetto ai trimestri precedenti (-0,2% nel quarto trimestre 2025 e -0,7% nel primo trimestre 2025), confermando una tendenza ormai consolidata: da tre anni consecutivi la produzione industriale vicentina è in calo.
Non si tratta più di una fase ciclica, ma di una debolezza strutturale che coinvolge l’intero sistema manifatturiero, con effetti su produzione, vendite e ordinativi. In particolare, il mercato interno segna un calo del 3%, in forte peggioramento rispetto al trimestre precedente e rispetto al dato positivo di un anno fa. Le vendite verso l’Unione Europea risultano quasi stabili ma comunque leggermente negative (-0,2%), mentre l’export verso i Paesi extra UE registra una flessione del 3,5%, invertendo la crescita del trimestre precedente.
Secondo la presidente di Confindustria Vicenza, Barbara Beltrame Giacomello, il contesto internazionale resta condizionato da guerre, tensioni geopolitiche e instabilità delle rotte commerciali, fattori non controllabili dalle imprese. Tuttavia, viene sottolineato come sulle variabili interne – energia, burocrazia e infrastrutture – non siano più ammesse attese o rinvii.
Il tema energetico è indicato come prioritario: le imprese chiedono un piano di lungo periodo con certezze su costi, approvvigionamenti e autorizzazioni. Viene richiamata anche la necessità di decisioni rapide sul nucleare e di un vero coordinamento europeo per un mercato unico dell’energia e dei capitali. Senza un quadro stabile, avverte l’associazione, la competitività industriale rischia di indebolirsi ulteriormente.
Forti critiche riguardano anche la burocrazia, definita un freno agli investimenti. Confindustria Vicenza accoglie positivamente l’apertura del governo a una riforma, ma chiede interventi concreti, con tempi certi, dossier prioritari e riduzione delle autorizzazioni duplicate. Particolare attenzione viene posta sulle infrastrutture energetiche e produttive, come fotovoltaico, reti e sistemi di stoccaggio, che non possono restare bloccati da iter amministrativi lunghi e incerti.
Tra le misure attese anche lo sblocco dei decreti attuativi sull’iperammortamento, considerati fondamentali per non rallentare gli investimenti in tecnologia e innovazione. Sul piano territoriale, viene inoltre rilanciata la richiesta di avviare l’iter della Valdastico Nord, considerata strategica per la competitività logistica del territorio.
Nonostante il quadro economico debole, l’occupazione appare al momento stabile: il 61% delle imprese mantiene invariati gli organici, mentre aumenti e riduzioni si distribuiscono in modo quasi equilibrato. Tuttavia, Confindustria Vicenza avverte che la tenuta occupazionale non è sufficiente a garantire stabilità futura se produzione e margini restano sotto pressione.
La conclusione è un forte richiamo alla politica e alle istituzioni: senza interventi strutturali su energia, burocrazia, incentivi e infrastrutture, il rischio è quello di una progressiva perdita di competitività del sistema manifatturiero vicentino.