Il divieto di trasferta per Verona riaccende il confronto tra tifoseria e istituzioni

venerdì 18 settembre 2026 Valentina Ruzza

VICENZA — Il divieto di trasferta per Verona riaccende il confronto tra tifoseria e istituzioni. E questa volta il Centro Coordinamento Clubs Biancorossi Vicenza sceglie toni netti, mettendo al centro non soltanto il provvedimento in sé, ma il principio che ne sta alla base: «La responsabilità è personale. Mai collettiva».

Nel lungo documento diffuso dal Coordinamento, il punto più contestato riguarda il fatto che il divieto venga motivato anche attraverso episodi risalenti a nove anni fa. Una distanza temporale che, secondo i club biancorossi, rende ancora più difficile accettare una misura capace di coinvolgere indistintamente migliaia di tifosi.

Nel mirino anche le tempistiche. Il calendario, sottolinea il comunicato, era noto dal 22 luglio 2026, mentre i passaggi decisivi sarebbero arrivati soltanto nelle ultime settimane, fino al provvedimento del Prefetto a pochi giorni dalla partita. Da qui l’accusa di una gestione tardiva e la richiesta di procedure più chiare, con tempi certi e strumenti di tutela effettivi.

La posizione del Centro Coordinamento è precisa: la sicurezza resta un dovere dello Stato, ma il divieto generalizzato non può diventare la soluzione automatica di fronte a ogni situazione considerata a rischio. Il principio rivendicato è quello della responsabilità individuale, senza trasformare un’intera tifoseria in un unico soggetto da colpire preventivamente.

Da Vicenza arriva quindi una richiesta che va oltre il singolo caso: un intervento normativo capace di disciplinare tempi, garanzie e modalità dei provvedimenti, evitando che la libertà dei singoli venga sacrificata per comportamenti attribuibili ad altri.

La frase che chiude il documento sintetizza tutta la linea dei club biancorossi: «Essere tifosi non è una colpa. Andare in trasferta non è un reato». E il Centro Coordinamento promette battaglia sul piano pubblico e istituzionale: il tema, questa volta, non riguarda soltanto Verona, ma il modo in cui verranno gestite le trasferte del futuro.

News ID 3266

Questo sito web utilizza i cookies per migliorare l'esperienza dell'utente. L'utente è consapevole del fatto che, se naviga sul nostro sito web, implicitamente accetta l'utilizzo dei cookies.

Informativa estesa -