domenica 31 maggio 2026 Valentina Ruzza
Ci sono serate che non producono notizie di mercato, non consegnano trofei e non modificano classifiche.
Eppure raccontano perfettamente lo stato emotivo di una piazza.
La festa della Curva Sud biancorossa è stata una di quelle.
Un appuntamento popolare, identitario, quasi rituale, in cui il LR Vicenza ha mostrato ancora una volta quanto il confine tra squadra e città, qui, sia sottilissimo.
Sul palco è salito anche Fabio Gallo. E le sue parole, più che un semplice saluto estivo, sono sembrate la naturale prosecuzione di un percorso condiviso con l’ambiente biancorosso.
“Grazie ai miei giocatori, a voi tifosi, alla società e a tutti coloro che hanno supportato un lavoro straordinario siamo riusciti a coronare il sogno che io avevo quando ho deciso di venire qui, un sogno che era anche il vostro.”
Una dichiarazione che va letta oltre la superficie emotiva.
Perché dentro quella frase c’è l’essenza del rapporto che si è creato tra tecnico, squadra e piazza: un’identificazione reciproca rara, costruita settimana dopo settimana attraverso pressione, aspettative e appartenenza.
Vicenza non è una realtà neutra del calcio italiano.
È una città che vive il pallone con memoria lunga, con pretese importanti e con una sensibilità quasi viscerale verso chi dimostra di comprenderne il peso storico. Ed è probabilmente qui che Fabio Gallo ha trovato la sua forza maggiore: non soltanto nella gestione tecnica, ma nella capacità di entrare dentro il sentimento collettivo del Lane.
Non a caso il passaggio più significativo del suo intervento non riguarda il passato, bensì il futuro.
“Siamo quasi pronti per ricominciare e vogliamo fare al meglio per regalarvi grandissime emozioni.”
Non parole di circostanza, ma una presa di responsabilità pubblica.
Perché nel momento in cui una piazza si riconosce in una squadra, inevitabilmente alza anche il livello delle aspettative.
Il riferimento al ritiro di Bedollo dal 6 luglio assume allora un valore simbolico preciso: non la semplice ripartenza atletica della stagione, ma il primo passo di una nuova rincorsa che il Vicenza vuole affrontare mantenendo intatto il proprio entusiasmo popolare.
E l’impressione, osservando il clima respirato durante la serata della Curva Sud, è che il club oggi abbia ritrovato un elemento fondamentale per competere ad alto livello: la connessione emotiva con il proprio popolo.
Nel calcio contemporaneo, spesso dominato da linguaggi freddi e dichiarazioni prefabbricate, le parole di Gallo hanno avuto invece il sapore di qualcosa di autentico.
Quasi una dichiarazione d’intenti pronunciata non davanti ai microfoni di una conferenza stampa, ma nel luogo che più di ogni altro rappresenta l’anima del Vicenza: la sua gente.