mercoledì 28 ottobre 2026 Valentina Ruzza
Il tecnico dopo il 2-1 con il Modena: «Sconfitta immeritata, il metro di giudizio mi ha lasciato perplesso». Nel mirino la direzione di Perenzoni e l’episodio decisivo dell’89’. Ma Gallo difende il gruppo: «I ragazzi hanno dato tutto, ripartiamo da questa prestazione».
La rabbia per una sconfitta che brucia, la delusione per un risultato sfuggito all’ultimo respiro e una certezza che Fabio Gallo rivendica senza esitazioni: il suo Vicenza non meritava di perdere. Il 2-1 incassato dal Modena al Menti lascia il tecnico biancorosso con l’amaro in bocca e più di qualche conto aperto con la direzione arbitrale. Ma guai a trasformare una serata storta in un processo alla squadra. Perché, al netto degli errori, Gallo vede un Lane vivo, organizzato e capace di mettere in difficoltà un avversario di spessore.
«Sconfitta immeritata, dobbiamo ripartire da questa prestazione». Il tecnico parte da qui, dalla prova dei suoi uomini prima ancora che dal risultato. Il Vicenza ha mostrato personalità, costruito occasioni e tenuto testa al Modena, salvo ritrovarsi senza punti dopo il gol di Ambrosino all’89’. Una rete maturata al termine di un’azione nata da un recupero contestato su Zonta, giudicato regolare dall’arbitro Perenzoni.
Ed è proprio sulla gestione arbitrale che Gallo alza i toni.
«Il metro di misura arbitrale è stato allucinante». Parole pesanti, pronunciate da un allenatore che non contesta soltanto il singolo episodio, ma l’intera interpretazione dei contrasti. Il calcio più fisico, secondo Gallo, può anche essere una scelta condivisibile. A patto, però, che il criterio rimanga uniforme.
«Non mi è piaciuta la direzione e neanche la valutazione su Merkaj, l’ho detto all’arbitro». Una presa di posizione netta, che fotografa il malcontento del tecnico e mette nel mirino una gestione della gara ritenuta poco coerente. Il riferimento alle indicazioni di Orsato è esplicito: Gallo ne apprezza la filosofia, ma ritiene che quanto visto al Menti abbia mostrato limiti evidenti nella sua applicazione.
La protesta, tuttavia, non diventa un alibi per cancellare le responsabilità biancorosse. Gli errori difensivi ci sono stati: il pallone perso che ha favorito il pareggio di Belotti, le difficoltà nella gestione della pressione e l’episodio finale costato il 2-1. Gallo non li nega, ma sceglie di non mettere i singoli sul banco degli imputati.
«È evidente, non penso sia necessario parlare di questo, voglio esaltare la prestazione fatta».
È una scelta precisa. Il tecnico sa che il gruppo ha accusato il colpo e preferisce difenderne il lavoro piuttosto che alimentare le recriminazioni. «I ragazzi sono abbattuti», ammette, spiegando di aver scelto il silenzio nello spogliatoio perché i giocatori avevano dato tutto.
Dietro l’amarezza c’è però anche la consapevolezza del percorso compiuto. Gallo richiama il difficile primo tempo di Benevento, quando il Vicenza aveva smarrito identità e riferimenti, e lo confronta con la squadra vista contro il Modena. Oggi il Lane ha ritrovato un filo logico, una struttura riconoscibile e la capacità di affrontare avversari importanti senza complessi.
È da questa crescita che l’allenatore pretende di ripartire. Non dalle polemiche, non dal peso degli episodi, ma dalla qualità di una prestazione che considera la dimostrazione concreta dei progressi compiuti.
«Non c’è niente di insuperabile, dobbiamo andare avanti». Il messaggio è chiaro, anche perché il calendario impone di voltare rapidamente pagina. La squadra dovrà recuperare energie e lucidità in pochi giorni, mentre resta da valutare la situazione di Pellizzari, uscito dopo aver avvertito un fastidio muscolare. Il tecnico non si sbilancia: è ancora troppo presto per stabilirne l’entità.
Resta una sconfitta dolorosa, che interrompe l’entusiasmo seguito alla vittoria di Empoli e lascia il Vicenza con la sensazione di aver raccolto molto meno di quanto prodotto. Il Modena si prende tre punti grazie alla concretezza dei suoi attaccanti; il Lane incassa una lezione severa, ma non esce ridimensionato sul piano del gioco.
Gallo, intanto, traccia una linea precisa. La direzione arbitrale non gli è piaciuta e non lo nasconde. Gli errori della squadra sono evidenti, ma non intende trasformarli in un atto d’accusa contro i suoi giocatori.
La rabbia è per il risultato, la protesta è per l’arbitraggio. La fiducia, invece, resta tutta nel Vicenza. E per Gallo è proprio da lì che bisogna ricominciare.