Cronaca

Fuga di sangue sull’A4: travolse un agente, arrestato un anno dopo

venerdì 2 ottobre 2026 Martino Montagna

È rimasta a lungo senza un volto la vicenda che, nella notte del 12 settembre 2025, aveva trasformato un’area di servizio dell’autostrada A4, nel Vicentino, nel teatro di una violenta fuga. A distanza di oltre un anno, le indagini della Polizia Stradale di Venezia e Padova hanno portato all’arresto del cittadino romeno ritenuto responsabile di una sequenza di rapine, aggressioni e furti di veicoli culminata con l’investimento di un agente.

L’uomo, già conosciuto dalle forze dell’ordine, è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Venezia. Secondo la ricostruzione investigativa, quella notte aveva già dato inizio alla sua fuga da Milano, dove avrebbe aggredito un automobilista impossessandosi della sua Bmw.

L’auto rubata e l’incontro con la Polizia

La fuga verso Est aveva portato il sospettato lungo l’autostrada A4. La vettura era stata segnalata alle forze dell’ordine e, durante la notte, una pattuglia della Polizia Stradale di Padova aveva individuato la Bmw all’interno dell’area di servizio Tesina, nel territorio di Grisignano di Zocco.

La scena sembrava inizialmente tranquilla. L’auto era ferma nei pressi degli impianti di rifornimento e il conducente, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, si sarebbe fermato anche per prendere un caffè.

Gli agenti si sono avvicinati per procedere al controllo. È stato in quel momento che la situazione è precipitata.

L’uomo è risalito rapidamente a bordo della vettura e ha tentato di ripartire. Nel tentativo di impedirgli la fuga, uno degli agenti si è portato verso l’auto, ma è stato travolto. Il poliziotto è stato scaraventato a terra e trascinato per alcuni metri prima che la Bmw riuscisse ad allontanarsi.

L’agente ha riportato diversi traumi e fratture, oltre a una ferita alla testa, ed è stato trasportato all’ospedale San Bortolo di Vicenza. Dopo il ricovero e gli accertamenti, è stato successivamente dimesso, ma l’episodio aveva lasciato pesanti conseguenze fisiche.

L’inseguimento verso Venezia

La fuga non si è fermata nel Vicentino.

La Bmw è stata intercettata nuovamente dalla Polizia Stradale di Venezia lungo il Passante di Mestre. Ne è nato un inseguimento durante il quale il conducente ha continuato a cercare una via di fuga.

A un certo punto, però, l’uomo ha abbandonato la vettura e si è allontanato a piedi nelle campagne circostanti, riuscendo a far perdere temporaneamente le proprie tracce.

Sembrava la conclusione di una notte già estremamente movimentata. In realtà, per gli investigatori, quella rappresentava soltanto una delle tappe di una fuga destinata a proseguire ancora per molte ore.

Una nuova rapina e un’altra auto rubata

Il giorno successivo, secondo quanto ricostruito dalla Polizia Stradale, l’uomo avrebbe commesso un’ulteriore rapina nella zona di Santa Maria di Sala, ai danni di un impresario edile.

La corsa verso Est è quindi proseguita fino alla zona di Portogruaro. Qui la fuga ha assunto nuovamente contorni violenti.

Il sospettato avrebbe tamponato una Bmw X6 e aggredito la proprietaria, impossessandosi della vettura. Anche questo mezzo, però, non gli avrebbe consentito di proseguire a lungo: uno pneumatico si sarebbe forato, costringendolo ad abbandonare anche la seconda auto.

A quel punto avrebbe cercato di impossessarsi di un altro veicolo, tentando nuovamente di usare la forza nei confronti di una donna. Il tentativo, questa volta, non sarebbe andato a buon fine.

La corsa nelle campagne friulane

Ormai senza un'auto, l'uomo ha continuato la fuga nelle campagne del Friuli Venezia Giulia.

Nel corso della giornata sarebbe riuscito a impossessarsi di un furgone, utilizzandolo per proseguire verso il confine. Alla sera avrebbe raggiunto la frontiera, facendo perdere le proprie tracce.

Per gli investigatori è quindi iniziata una fase completamente diversa: non più soltanto l'inseguimento di un fuggitivo, ma la ricostruzione meticolosa dei suoi spostamenti e dei diversi episodi avvenuti lungo il percorso.

Le ricerche hanno interessato anche la zona di Palazzolo dello Stella e altri territori del Friuli. In quella fase erano stati impiegati diversi reparti della Polizia, compreso il supporto aereo.

Le immagini delle telecamere e le tracce della fuga

A permettere agli investigatori di ricostruire la sequenza degli avvenimenti è stato l'incrocio di diversi elementi.

Fondamentali sarebbero state le immagini degli impianti di videosorveglianza presenti nelle aree interessate, insieme alle testimonianze delle persone coinvolte e all'analisi dei tabulati telefonici.

Proprio le telecamere dell'area di servizio Tesina avevano fornito elementi preziosi per identificare il sospettato. Le immagini avevano infatti documentato la sua presenza nell'area prima della ripartenza con la Bmw rubata.

Il lavoro investigativo ha consentito di collegare tra loro episodi apparentemente distinti: dalla prima rapina a Milano alla fuga sull'A4, dall'investimento dell'agente alle successive aggressioni nel Veneziano e nel Friuli.

Dopo mesi, la svolta giudiziaria

La svolta è arrivata con la chiusura dell'attività investigativa della Polizia Stradale di Venezia e Padova.

Gli elementi raccolti sono stati trasmessi all'autorità giudiziaria e hanno portato all'emissione di una misura cautelare in carcere nei confronti dell'uomo.

La vicenda torna così alla ribalta a distanza di oltre un anno da quella notte di fuga. Un anno durante il quale l'identità dell'uomo era già stata ricostruita dagli investigatori, ma che ha richiesto ulteriori accertamenti per mettere in ordine la successione delle rapine e delle aggressioni e raccogliere gli elementi necessari al procedimento.

Il caso attraversa tre regioni e racconta una fuga iniziata a Milano e proseguita per centinaia di chilometri attraverso Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia, con l'obiettivo dichiarato dagli investigatori di raggiungere l'Est Europa.

Al centro della vicenda resta soprattutto l'episodio dell'A4: un controllo apparentemente ordinario in un'area di servizio trasformato in pochi secondi in una fuga ad alta velocità, con un agente travolto e ferito e una lunga scia di veicoli rubati e aggressioni lasciata alle spalle.

Ora, con l'arresto e la misura cautelare in carcere, la vicenda passa alla fase giudiziaria. Le accuse dovranno essere valutate nell'ambito del procedimento e, come previsto dalla legge, la responsabilità dell'indagato dovrà essere accertata nelle sedi competenti.

News ID 3351

Questo sito web utilizza i cookies per migliorare l'esperienza dell'utente. L'utente è consapevole del fatto che, se naviga sul nostro sito web, implicitamente accetta l'utilizzo dei cookies.

Informativa estesa -