Cronaca

Droga e telefonini ai detenuti: reti anti-droni nel carcere di Vicenza

mercoledì 28 ottobre 2026 Martino Montagna

Carcere di Vicenza, installate reti anti-drone alte dieci metri: nel mirino droga e cellulari

Nuove misure di sicurezza alla casa circondariale «Filippo Del Papa» di Vicenza, dove sono state installate reti anti-drone alte circa dieci metri per impedire l’introduzione illecita di droga, telefoni cellulari e altro materiale vietato destinato ai detenuti.

L’intervento arriva dopo diversi episodi di incursioni con velivoli a pilotaggio remoto, utilizzati per trasportare piccoli carichi oltre le mura dell’istituto penitenziario. In uno degli interventi, la Polizia penitenziaria ha intercettato un drone con a bordo sostanze stupefacenti e telefonini, confermando la necessità di rafforzare i sistemi di protezione della struttura.

Le nuove barriere, collocate lungo il perimetro interno e sviluppate in altezza, puntano a ostacolare il passaggio dei velivoli e a impedire che i pacchi vengano consegnati direttamente nelle aree del carcere. Una soluzione fisica che affianca i controlli ordinari e le attività di sorveglianza svolte dagli agenti.

Il fenomeno rappresenta una sfida crescente per gli istituti penitenziari. I droni, infatti, consentono di superare più facilmente le tradizionali barriere di sicurezza e possono essere impiegati per introdurre smartphone, schede telefoniche, auricolari e sostanze stupefacenti. La presenza di cellulari clandestini, in particolare, può permettere ai detenuti di mantenere contatti non autorizzati con l’esterno e, in alcuni casi, di continuare a gestire attività criminali anche dall’interno delle celle.

Il rafforzamento delle difese del carcere vicentino si inserisce in un più ampio percorso di aggiornamento delle misure di sicurezza penitenziaria, che comprende sistemi di rilevamento dei droni, videosorveglianza e strumenti tecnologici per contrastare l’ingresso di materiale proibito.

L’obiettivo è ridurre le possibilità di infiltrazione e tutelare il lavoro della Polizia penitenziaria, oltre a garantire condizioni di maggiore sicurezza all’interno dell’istituto. Le reti anti-drone rappresentano dunque una risposta concreta a una modalità di contrabbando sempre più sofisticata, che impone alle strutture carcerarie di adattare le proprie difese a minacce che arrivano non soltanto da terra, ma anche dall’alto.

Foto di repertorio di altro penitenziario

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