Spettacoli e Cultura

Bassano del Grappa ufficializza la candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2029

martedì 24 marzo 2026 Martino Montagna

Bassano del Grappa si lancia ufficialmente nella corsa per il prestigioso titolo di Capitale Italiana della Cultura 2029, un riconoscimento nazionale che potrebbe proiettare ancor più la città veneta al centro dell’attenzione culturale del Paese.

L’annuncio della candidatura — che verrà discusso anche durante la conferenza stampa in programma venerdì 27 marzo alle ore 11.30 presso le Gallerie d’Italia a Milano (Piazza della Scala 6) — arriva dopo un 2025 ricco di risultati significativi per il tessuto culturale cittadino e si inserisce in un percorso già avviato dall’Amministrazione comunale di Bassano del Grappa.

Una candidatura in Regione e numeri in crescita

La candidatura è sostenuta anche a livello istituzionale: nel Consiglio regionale del Veneto è stata depositata una mozione che chiede il sostegno alla città per la corsa al titolo di Capitale Italiana della Cultura 2029. Con questo atto, la Regione si impegna a collaborare con il Comune e con i parlamentari veneti per rafforzare il progetto e ottenere il massimo supporto tecnico e politico necessario alla selezione.

Questa iniziativa segue il riconoscimento ottenuto da Bassano del Grappa come “Città Veneta della Cultura 2025”, titolo regionale che mette in luce il ruolo della città come polo di promozione culturale nel territorio veneto.

Nel 2025 i dati culturali della città parlano chiaro: oltre 77.000 visitatori ai Musei Civici, spettacoli dal vivo con più di 40.000 spettatori e centinaia di migliaia di utenti della biblioteca cittadina. Questi numeri sono stati presentati dal sindaco Nicola Finco e dall’assessore alla Cultura Giada Pontarollo durante gli eventi della Festa di San Bassiano, in cui è stata tracciata l’eredità culturale e sociale dell’anno passato.

Cultura come motore di comunità e crescita

La candidatura di Bassano non punta solo su monumenti e musei, ma su un intero ecosistema culturale che coinvolge istituzioni, artisti, associazioni e cittadini. La città, oltre al celebre Ponte Vecchio palladiano, può contare su un patrimonio museale significativo — con opere da Jacopo Bassano ad Antonio Canova conservate nei Musei Civici — e su eventi come l’Operaestate Festival Veneto, festival multidisciplinare di lunga tradizione.

Secondo gli stessi promotori, la cultura deve essere anche uno strumento di coesione sociale, innovazione, attrattività turistica e sviluppo economico per Bassano e per il territorio circostante. È questa visione che la città intende presentare come progetto complessivo nel dossier di candidatura per il 2029.

Una competizione nazionale

La corsa al titolo di Capitale Italiana della Cultura 2029 vede numerosi altri candidati su scala nazionale, tra cui città e territori come Valcamonica, Cremona, Ostuni, Melfi e Cassino e Monte Cassino. Il percorso selettivo richiede una visione progettuale forte, capace di coniugare identità storica, innovazione culturale e inclusione sociale.

Per Bassano del Grappa, la candidatura rappresenta un’occasione per promuovere ulteriormente il patrimonio locale, stimolare nuove sinergie territoriali e consolidare la percezione della città come un centro culturale di riferimento non solo per il Veneto, ma per l’intero Paese.

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