lunedì 31 agosto 2026 Valentina Ruzza
Cinque minuti per cambiare completamente una partita. Il Vicenza parte con discreta personalità, trova subito anche il gol con Moncini poi annullato per fuorigioco, ma tra l’11’ e il 16’ l’Avellino colpisce due volte e manda in crisi l’intero impianto biancorosso. Besaggio e Russo sfruttano una retroguardia troppo aperta, Favilli domina tra le linee e il Lane perde progressivamente certezze.
La ripresa dovrebbe servire a Gallo per rimettere ordine, invece dopo pochi secondi Moruzzi firma il 3-0 e chiude virtualmente la gara. Da lì in poi il Vicenza prova soprattutto a salvare dignità e atteggiamento, ma senza mai dare davvero la sensazione di poter riaprire la partita.
La fotografia più preoccupante arriva dalla fase difensiva: cinque gol subiti nelle prime due giornate e troppe situazioni nelle quali la squadra viene attaccata frontalmente senza riuscire ad accorciare e proteggere la profondità. In mezzo manca equilibrio, davanti manca peso. La Serie B, al primo vero esame in trasferta, presenta il conto.
Tra i pochi a salvarsi Gagno, che evita un passivo più largo, Alessio per continuità e Talarico per l’impatto nella ripresa. Per il resto, serata da archiviare in fretta ma da studiare molto bene.
GAGNO 6,5 – Tre volte battuto, tre volte praticamente lasciato al proprio destino. Sui gol può poco o nulla, mentre evita che il passivo assuma proporzioni ancora più pesanti. Nel naufragio difensivo è quello che resta a galla. INCOLUMPE.
CUOMO 5 – Serata agli antipodi rispetto all’esordio. Sul primo gol perde posizione e lettura, sul secondo Russo gli scappa nel momento decisivo. Quando viene attaccato in campo aperto va in affanno e anche con il pallone perde sicurezza. SMARRITO.
LEVERBE 4,5 – Doveva essere il riferimento della linea, finisce per condividerne tutta la confusione. L’Avellino trova voragini centrali con una facilità preoccupante e sul 3-0 Moruzzi passa dove non dovrebbe esserci spazio. Per esperienza e ruolo, da lui ci si aspetta molto di più. IN BALIA.
MARCHIZZA 5,5 – Il meno in difficoltà dei tre, che però non significa assoluzione. Prova anche ad accompagnare l’azione e a portarsi al tiro, ma quando l’Avellino accelera pure lui perde riferimenti e distanze. RESISTE, NON BASTA.
PIETRELLI 5 – Dopo essere stato uno degli uomini copertina contro il Catanzaro, stavolta non riesce mai ad accendersi. Cerca lo strappo, trova sistematicamente un avversario. Nessuna delle sue accelerazioni cambia davvero la partita. SPENTO.
CAFERRI 5,5 – Entra all’intervallo per dare energia alla fascia, ma dopo pochi secondi arriva il 3-0 e cambia completamente il senso della sua partita. Presidia, corre, mette qualche pallone: manca però la giocata che faccia male. VOLENTEROSO.
ZONTA 5,5 – Besaggio gli sfugge nell’azione dell’1-0 ed è un errore pesante. Poi prova a compensare con corsa, aggressività e disponibilità al sacrificio. Ma quando il centrocampo avrebbe bisogno di lucidità e governo, la sola battaglia non basta. GENEROSO, MA NON BASTA.
CARRARO 5 – È uno dei punti tattici della serata. Davanti alla difesa servivano protezione, tempi e capacità di spezzare le transizioni dell’Avellino. Non arrivano. I Lupi trovano troppo facilmente campo alle sue spalle e Gallo lo lascia negli spogliatoi all’intervallo. TRAVOLTO.
TALARICO 6,5 – Entra sullo 0-2 e gioca come se la partita fosse ancora apertissima. Gamba, coraggio, inserimenti e un paio di iniziative che obbligano finalmente l’Avellino a guardarsi alle spalle. In una serata grigia manda un segnale preciso a Gallo. SCOSSA.
PELLIZZARI 5,5 – Alterna qualche buona iniziativa a troppe pause. Al 44’ crea una delle situazioni migliori del primo tempo, ma nel complesso non riesce a dare continuità alle accelerazioni. Da uno con le sue qualità ci si aspetta che rompa maggiormente gli equilibri. INTERMITTENTE.
COSTA 6 – Prova a prendersi responsabilità quando il Vicenza fatica a costruire. Spinge, mette palloni, cerca anche la soluzione personale su punizione. Non sempre preciso, ma almeno non smette di cercare una strada. PRESENTE.
CORAZZA 6 – Venti minuti con una partita già segnata, ma entra con l’atteggiamento corretto. Cerca l’uno contro uno e al 75’ costruisce una delle poche situazioni offensive della ripresa. VIVO.
ALESSIO 6,5 – Il migliore di movimento. Corre, strappa, combatte e prova a inventarsi qualcosa anche quando attorno a lui il Vicenza produce pochissimo. Costringe Martinelli alla parata più importante del primo tempo. Non trova il gol, ma almeno non si arrende alla partita. L’ULTIMO A MOLLARE.
MONCINI 5,5 – Dopo due minuti mette dentro, ma parte nettamente oltre la linea. Quell’episodio sembra promettere una serata diversa; invece, dopo il doppio colpo dell’Avellino, esce progressivamente dalla gara. Poco servito, certo, ma anche poco incisivo. EVAPORA.
MORRA 6 – Entra sullo 0-3, quindi il contesto gli concede pochissimo. Nonostante questo continua a cercare la porta fino alla fine e prova a dare presenza all’area. Non cambia la partita, ma l’atteggiamento è quello richiesto. DIGNITOSO.
GALLO 5 – Stavolta perde anche lui. Il Vicenza comincia discretamente, poi bastano cinque minuti e due transizioni per mandare in pezzi l’equilibrio costruito. All’intervallo cambia tre uomini e prova a ridisegnare la squadra, ma il 3-0 dopo pochi secondi rende tutto inutile. Il dato che deve preoccuparlo non è soltanto il risultato: cinque gol subiti nelle prime due giornate e una vulnerabilità evidente quando la squadra perde palla e viene attaccata frontalmente. La B perdona molto meno della C. Tocca a lui trovare rapidamente le contromisure.
IL MIGLIORE – GAGNO 6,5
Condivide il voto più alto con Alessio e Talarico, ma nell’arco dei novanta minuti è quello che evita più volte al Vicenza un passivo ancora più severo.
LA NOTA POSITIVA – TALARICO 6,5
Entra con personalità, corre, attacca gli spazi e porta un’energia che fino a quel momento era mancata. Potrebbe aver guadagnato qualcosa nelle gerarchie.