venerdì 11 settembre 2026 Valentina Ruzza
La libertà non coincide sempre con la possibilità di andare ovunque. A volte nasce nel momento esatto in cui si smette di lasciare che siano un incidente, una ferita o lo sguardo degli altri a decidere fino a dove possiamo arrivare.
È da qui che prende forza A Ruota Libera, il film diretto dal regista e sceneggiatore brasiliano Mauro D’Addio, in programma venerdì 11 settembre alle 20.45 al Cinema Teatro Dalla Costa di Villaverla, nell’ambito della Festa del Volontariato.
In sala sarà presente anche una rappresentanza di Underground Studio di Verona, realtà che ha curato il doppiaggio italiano e la distribuzione del film, aggiungendo così alla proiezione anche il valore dell’incontro con chi ha contribuito a portare l’opera al pubblico italiano.
Più che un film sulla disabilità, A Ruota Libera è un racconto sul diritto di tornare a desiderare.
Lucas ha tredici anni e sogna di diventare un calciatore. Un grave incidente cambia però radicalmente la sua vita e lo costringe su una sedia a rotelle. Il trauma non modifica soltanto il suo rapporto con il corpo, ma anche il modo in cui guarda al futuro.
Poi incontra Laís.
Ha dodici anni, è vivace, determinata, incontenibile. Dietro quella energia porta però una ferita profonda: è cresciuta senza conoscere davvero suo padre. Quando scopre una possibile traccia per ritrovarlo, decide di partire. E convince Lucas ad accompagnarla.
Comincia così un viaggio che ha la struttura del road movie, ma la profondità di un vero racconto di formazione.
La strada diventa il luogo in cui i due ragazzi imparano a confrontarsi con ciò che li ha segnati. Lucas deve capire quanto del proprio limite appartenga davvero alla sua condizione fisica e quanto, invece, sia diventato un confine interiore. Laís cerca nel padre una risposta alla propria identità, ma scopre presto che ritrovare le proprie origini non significa necessariamente trovare tutte le risposte.
La forza del film sta proprio qui: nel rifiuto della retorica.
La disabilità non viene usata come facile leva emotiva, né come elemento pietistico. Lucas non è “il ragazzo sulla sedia a rotelle”: è prima di tutto un adolescente, con rabbia, paure, desideri, sogni e un bisogno di autonomia che appartiene a qualsiasi ragazzo della sua età.
Allo stesso modo, Laís non è definita soltanto dall’abbandono paterno. È la sua vitalità a muovere la storia, insieme a quel bisogno profondo di capire da dove viene per poter scegliere dove andare.
Tra i due nasce un’amicizia autentica, mai costruita sul concetto di salvezza. Lucas e Laís non si salvano: si riconoscono. E proprio nello sguardo dell’altro trovano la possibilità di immaginarsi diversi da come il dolore li aveva costretti a vedersi.
Il titolo A Ruota Libera acquista così un significato che supera il riferimento immediato alla condizione del protagonista. Diventa una dichiarazione di indipendenza, il diritto di vivere senza essere continuamente ricondotti a ciò che ci è accaduto.
Il film ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui il People’s Choice Award for Favourite Feature al TIFF 2017, il SIGNIS Prize allo SCHLiNGEL – International Film Festival for Children and Young Audience e il riconoscimento come Miglior Film al Festival do Rio, sezione Generazione Regia e Visione Artistica.
Nel cast figurano Cauã Martins, Lara Boldorini, Georgina Castro, Geraldo Rodrigues e Nani de Oliveira.
Con A Ruota Libera, Mauro D’Addio costruisce un’opera pensata per un pubblico giovane, ma capace di parlare a tutte le generazioni. Perché i suoi temi sono universali: inclusione, resilienza, amicizia, identità, appartenenza, coraggio.
E soprattutto la possibilità di riscrivere il proprio destino anche quando la vita sembra aver già tracciato la strada.
La proiezione di Villaverla diventa così qualcosa di più di un semplice appuntamento cinematografico: un’occasione per riflettere sul significato autentico della parola libertà.
Perché non sempre possiamo scegliere ciò che ci accade.
Possiamo però continuare a scegliere la direzione verso cui andare.