lunedì 26 ottobre 2026 Martino Montagna
Cavallette, grilli, mantidi e insetti stecco: oltre un terzo delle specie italiane di insetti ortotteroidei risulta preliminarmente minacciato. Per conoscerle e proteggerle nasce LiRIO, la nuova piattaforma scientifica nazionale ideata dal Museo Zannato di Montecchio Maggiore.
Un patrimonio naturale spesso trascurato, ma fondamentale per l’equilibrio degli ecosistemi, finisce sotto la lente della ricerca scientifica. Cavallette, grilli, mantidi, blatte, insetti stecco e altre specie svolgono infatti un ruolo importante nella biodiversità italiana e rappresentano preziosi indicatori della salute degli ambienti naturali. Eppure, per molte di loro, le informazioni disponibili sono ancora frammentarie e il rischio di estinzione resta difficile da valutare con precisione.
Per rispondere a questa sfida è nata LiRIO – Lista Rossa degli Insetti Ortotteroidei, una piattaforma scientifica curata dal Museo di Archeologia e Scienze Naturali “G. Zannato” di Montecchio Maggiore. Il progetto raccoglie dati su oltre 452 specie appartenenti a sei ordini di insetti: Ortotteri, Mantodei, Blattodei, Fasmidi, Embiotteri e Dermatteri.
I primi risultati delineano un quadro che invita a non abbassare la guardia: 173 specie, pari al 38% del totale analizzato, sono preliminarmente classificate come minacciate. A queste si aggiungono 103 specie, il 23%, per le quali i dati disponibili non sono ancora sufficienti a formulare una valutazione attendibile. Un vuoto conoscitivo che rende necessari nuovi monitoraggi, ulteriori ricerche e una maggiore collaborazione tra gli specialisti.
La difficoltà, infatti, non riguarda soltanto la tutela delle specie già riconosciute come vulnerabili. Per costruire una Lista Rossa nazionale occorre raccogliere e confrontare una grande quantità di informazioni, spesso distribuite in banche dati differenti, e disporre di competenze specialistiche sempre più difficili da reperire. Nel frattempo, le conoscenze scientifiche evolvono, vengono descritte nuove specie e altre possono scomparire senza essere adeguatamente studiate.
LiRIO punta a rendere questo lavoro più efficace, riunendo in un unico ambiente digitale dati sulla distribuzione delle specie, indicatori ambientali e valutazioni automatizzate. La piattaforma utilizza un algoritmo sviluppato secondo gli standard dell’Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN), con il supporto di sistemi di intelligenza artificiale e l’elaborazione di dati provenienti da grandi archivi geografici mondiali.
Come sottolinea Roberto Battiston, conservatore del Museo Zannato e ideatore del progetto, la tecnologia non intende sostituire il giudizio degli esperti, ma facilitarne il lavoro, offrendo una base comune da verificare, discutere e aggiornare. L’obiettivo è individuare più rapidamente le situazioni critiche, stabilire le priorità d’intervento e orientare le ricerche future verso le specie e i territori sui quali mancano informazioni fondamentali.
I risultati preliminari sono compatibili con il quadro generale delle Liste Rosse IUCN, che tuttavia, a livello europeo, prendono in esame soltanto alcuni gruppi e non offrono una copertura altrettanto dettagliata della situazione italiana. LiRIO si propone quindi di colmare una parte di questo divario, costruendo uno strumento di riferimento per ricercatori, naturalisti, tecnici, amministratori e cittadini.
La piattaforma è stata presentata il 26 e 27 settembre 2026, a Bolzano, durante il primo Congresso Italiano di Ortotterologia, ospitato da EURAC Research. L’incontro ha riunito studiosi e specialisti per confrontarsi su biodiversità, ecologia, sistematica, bioacustica, specie aliene e conservazione.
Il progetto si inserisce anche nella missione del Museo Zannato, che affianca alla divulgazione e alla conservazione del patrimonio culturale e naturalistico l’attività di ricerca e il monitoraggio del territorio. «La conservazione delle nostre risorse naturali e culturali è uno dei fondamenti del nostro museo», ha commentato Andrea Palma, assessore alla Cultura di Montecchio Maggiore, evidenziando il ruolo dell’istituzione come luogo di ricerca e sperimentazione di nuove tecnologie.
Con LiRIO, il museo vicentino mette dunque a disposizione uno strumento concreto per migliorare la conoscenza della biodiversità italiana e rendere più accessibili le informazioni sullo stato delle specie. La piattaforma è già consultabile online all’indirizzo https://www.museozannato.it/lirio/.
La sfida, ora, sarà trasformare i dati in azioni di conservazione efficaci. Perché proteggere la biodiversità significa anche riconoscere ciò che ancora non conosciamo: individuare le specie più esposte, colmare le lacune scientifiche e capire dove intervenire con maggiore urgenza per evitare che una parte preziosa del patrimonio naturale italiano scompaia nell’ombra.