mercoledì 4 novembre 2026 Martino Montagna
Il sindaco di Vicenza Giacomo Possamai ha partecipato ad Asiago alle celebrazioni provinciali per la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. Una ricorrenza che, ogni 4 novembre, richiama il valore dell’unità nazionale, il ruolo delle Forze Armate e il dovere di custodire la memoria dei Caduti della Prima guerra mondiale.
Possamai ha preso parte alla cerimonia in rappresentanza della città capoluogo, insieme alle autorità civili e militari. L’iniziativa è stata promossa dalla Città di Asiago, dalla Prefettura di Vicenza e dal Center of Excellence for Stability Police Units (CoESPU), con la partecipazione della Provincia e del Comune di Vicenza.
La scelta di Asiago come sede della commemorazione ha un significato particolare. L’Altopiano dei Sette Comuni fu infatti uno dei principali teatri dei combattimenti della Grande guerra e conserva ancora oggi testimonianze profonde di quel conflitto.
«Essere oggi ad Asiago, nella Giornata dell'Unità nazionale e delle Forze armate, significa rendere omaggio ai Caduti in una terra che porta ancora profondamente impressi i segni della Grande guerra e alla quale Vicenza è legata da una storia comune», ha dichiarato Possamai.
Il sindaco ha sottolineato anche l'importanza di custodire la pace attraverso il dialogo e la cooperazione tra i popoli, esprimendo riconoscenza alle donne e agli uomini delle Forze Armate per il servizio svolto quotidianamente in Italia e nelle missioni internazionali, a tutela della sicurezza e delle istituzioni democratiche.
La cerimonia e gli onori alla bandiera di Vicenza
Il programma commemorativo si è aperto alla Loggia dei Caduti del Palazzo municipale di Asiago, con gli onori ai Caduti. Successivamente, da piazza Carli è partito il corteo diretto al piazzale degli Eroi, dove si è svolta la cerimonia istituzionale.
Uno dei momenti più significativi è stato quello degli onori alla bandiera della Città di Vicenza, decorata con due Medaglie d’Oro al Valor Militare. Sono seguiti gli onori alla massima autorità presente, la commemorazione dei Caduti e gli interventi delle autorità.
La giornata si è conclusa con gli onori finali e la Santa Messa in suffragio dei Caduti di tutte le guerre, celebrata nel Duomo di San Matteo. Ad accompagnare la cerimonia le esecuzioni del Corpo bandistico Vincenzo Bellini di Povolaro.
Il Sacrario del Leiten, memoria di una guerra
La commemorazione ha richiamato anche il profondo legame tra Asiago e la storia della Prima guerra mondiale. Sull'Altopiano sorge infatti il Sacrario militare del Leiten, uno dei più importanti ossari del conflitto in Italia.
Il monumento custodisce i resti di circa 54 mila soldati italiani e austro-ungarici, provenienti da oltre 40 cimiteri di guerra provvisori realizzati sull'Altopiano durante il conflitto. Un luogo simbolo del sacrificio di migliaia di uomini, che oggi rappresenta anche una testimonianza di memoria condivisa e riconciliazione.
A Vicenza un allestimento commemorativo in piazza dei Signori
Le celebrazioni del 4 novembre hanno coinvolto anche il capoluogo. In piazza dei Signori, all'ingresso della Loggia del Capitaniato, la Fondazione 3 novembre 1918 ha allestito alcuni pannelli commemorativi dedicati al ruolo di Vicenza durante la Grande guerra.
La città fu un importante punto di riferimento per circa due milioni di soldati provenienti da tutta Italia e diretti verso il fronte, dal Pasubio a Vittorio Veneto, nella difesa della patria e nella liberazione di Trento e Trieste.
Anche Palazzo Trissino, attuale sede del municipio, ebbe un ruolo nella storia militare del conflitto: durante la guerra ospitò il generale Guglielmo Pecori Giraldi, comandante della Prima Armata, incaricata di difendere il confine dal settore dello Stelvio fino al Pasubio e ad Asiago.
L'allestimento ricorda inoltre il centenario del Sacrario del Pasubio, realizzato nel 1926. Un ulteriore richiamo al legame storico tra Vicenza, il territorio e la memoria dei caduti.
Una giornata che unisce dunque la commemorazione istituzionale alla valorizzazione della storia locale, rinnovando il messaggio del 4 novembre: ricordare il passato per trasmettere alle nuove generazioni il valore dell'unità nazionale e l'impegno per la pace.