martedì 15 settembre 2026 Martino Montagna
Le sorgenti continuano a faticare e nell’Alta Valle del Chiampo l’emergenza idrica non è ancora rientrata. Le piogge delle ultime settimane non sono infatti bastate a riportare la disponibilità d’acqua su livelli sufficienti, costringendo Acque del Chiampo a proseguire con gli interventi straordinari attraverso le autobotti.
Dal 3 giugno al 12 settembre sono stati complessivamente 137 i viaggi effettuati, per un totale di circa 1 milione e 370 mila litri d’acqua immessi nei serbatoi delle zone maggiormente colpite dalla riduzione delle portate. Un’attività che ha interessato diversi comuni dell’area collinare e montana, dove la situazione delle sorgenti resta particolarmente delicata.
Il fronte più critico si è registrato a Nogarole Vicentino. Soltanto tra il 3 e il 12 settembre sono stati effettuati 63 viaggi, con 630 mila litri d’acqua trasportati nell’arco di dieci giorni. Un intervento reso necessario dalla persistente sofferenza delle fonti che alimentano il sistema idrico locale.
Nei mesi precedenti il servizio di emergenza era già stato attivato anche ad Altissimo, Arzignano, Brendola, Chiampo, Crespadoro, Montorso Vicentino e San Pietro Mussolino, con l’obiettivo di sostenere i serbatoi e le reti nelle aree dove la disponibilità della risorsa era maggiormente diminuita.
A pesare sulla situazione è soprattutto l’andamento delle sorgenti del sistema Brassavalda, che serve Nogarole, Altissimo e le frazioni Conche e Pugnello di Arzignano. Secondo quanto spiegato dal direttore generale di Acque del Chiampo, Andrea Chiorboli, si è registrata un’ulteriore diminuzione della portata delle sorgenti, accompagnata anche dalla ripresa dei consumi con il ritorno alle normali attività dopo l’estate.
L’azienda mantiene quindi alta l’attenzione e continuerà a controllare quotidianamente sia i livelli dei serbatoi sia la portata delle sorgenti, utilizzando le autobotti ogni volta che sarà necessario per scongiurare disservizi e assicurare la continuità dell’erogazione.
La situazione resta dunque sotto osservazione. La ridotta disponibilità della risorsa idrica, soprattutto nelle zone collinari e montane, rende ancora necessario un utilizzo responsabile dell’acqua potabile. Ai cittadini viene chiesto di evitare sprechi e di limitare, dove possibile, tutti gli utilizzi non indispensabili.